19 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Formula 1

Tutti contro Verstappen: la Federazione, il team e... suo padre

Pioggia di critiche contro Max per l'incidente con cui ha rovinato la gara di Sebastian Vettel in Cina: «Deve ragionare di più, controllarsi e stare più attento»

Max Verstappen e, di spalle, Sebastian Vettel parlano con i giornalisti dopo il GP della Cina di F1
Max Verstappen e, di spalle, Sebastian Vettel parlano con i giornalisti dopo il GP della Cina di F1 ( ANSA )

ROMA – Una pioggia di accuse e di polemiche ha investito Max Verstappen per la sua entrata kamikaze durante il Gran Premio della Cina, con la quale ha compromesso in un colpo solo la sua gara e quella dell'incolpevole Sebastian Vettel. Il primo a non rispiarmiare critiche al baby fenomeno della Red Bull è stato addirittura il suo padre e mentore Jos Verstappen, che pure lui, nel suo periodo da pilota, era piuttosto conosciuto per il suo stile di guida aggressivo. «Il sorpasso su Vettel non ci stava davvero – ha tagliato corto ai microfoni di Ziggo Sport – Non era possibile, è stato un errore di valutazione. In alcune circostanze Max deve ragionare di più. Non voglio che cambi il suo stile di guida: ha superato due piloti alla partenza e lo ha fatto alla perfezione, questo è quello che tutti vogliamo vedere da lui. Invece non vogliamo vedere quel tipo di azioni: deve pensare e tenere la situazione sotto controllo. In un caso normale analizzeremmo insieme l'accaduto, ma stavolta lui sa benissimo da solo di aver sbagliato, non devo spiegarglielo io». Jos ha preannunciato che si incontrerà con suo figlio questa settimana e che sarà presente al suo fianco nelle prossime gare, magari proprio per tenere a bada i suoi bollenti spiriti.

Poco intelligente
Ma stavolta anche i suoi capi non sembrano aver gradito il comportamento del 20enne olandese. «Deve controllarsi un po' di più – lo ha ammonito il plenipotenziario della Red Bull, Helmut Marko, alla tv spagnola Movistar – Gli ho detto che sta arrivando il suo momento, ma lui non può affrettarlo. Sa di aver buttato all'aria una vittoria e che noi abbiamo perso una doppietta». Addirittura più severo è stato il presidente della Mercedes Niki Lauda, alla luce della serie di sbagli che il giovane Max continua a commettere a ripetizione: «Normalmente si impara dai propri errori, ma con lui questo non funziona. Ad un certo punto non è più una questione di età, ma di intelligenza», ha dichiarato l'ex campione austriaco.

Lezione di vita
Eppure, il direttore di gara Charlie Whiting non ritiene necessario un ulteriore intervento della Federazione internazionale dell'automobile: «Penso che i commissari abbiano fatto la loro parte e che non ci sia nessuna necessità di parlare a Verstappen. Ha commesso un errore ed è stato penalizzato. Sono partite un po' di critiche, ma a questo servono i punti di penalità: proprio per bloccare chi commette abitualmente delle infrazioni. Ora che gliene sono stati tolti cinque ci farà caso e starà un po' più attento». Se dovesse perdere altri sette punti dalla patente entro un anno, infatti, Verstappen sarebbe automaticamente squalificato per una gara: un avvertimento sufficiente, secondo lo stesso Whiting. Quanto al diretto interessato, lui stesso ha ammesso i propri errori e si è scusato sia privatamente che pubblicamente con il suo rivale ferrarista. «Forse non mi devo calmare, ma valutare un po' di più la situazione – ha spiegato – Non penso di dover necessariamente essere meno aggressivo, ma forse ho chiesto troppo da me stesso. Forse perché le ultime due gare erano andare male, quindi speravo di recuperare punti. Prima d'ora sono stato abbastanza bravo a sorpassare, ma per qualche motivo quest'anno le cose sono girate a mio sfavore. È una lezione di vita e devo imparare da ciò che è successo».