20 novembre 2019
Aggiornato 04:30

La Ferrari corre in pista, non con i proclami: «Lotta dura»

Il Cavallino rampante punta in alto e i suoi tempi sono sempre più vicini a quelli della Mercedes. Ma Vettel predica prudenza: «C'è grande equilibrio, le frecce d'argento sono forti e dobbiamo guardarci dalla Williams»

SEPANG – L'unico inconveniente di giornata è stato il testacoda durante la seconda sessione di prove libere, che ha spento il giro forse più veloce di Sebastian Vettel nelle vie di fuga della curva 11: «Ho spinto un po' troppo – ammette il tedesco – Non c'entra la sfortuna, ho sbagliato io. Siamo qui per provarci e io ci ho provato... Ma se doveva andar male, meglio che sia successo oggi». Uscita di pista a parte, però, il leader del Cavallino rampante andrà a dormire stanotte con un sorriso. Pur avendo compromesso il suo miglior tentativo con le gomme morbide, infatti, a farlo ben sperare c'è quello del suo compagno di squadra Kimi Raikkonen, oggi addirittura secondo, a tre decimi da Hamilton e davanti all'altra Mercedes di Rosberg.

VETTEL PRUDENTE – I campioni del mondo in carica iniziano a tenere gli occhi puntati sulle rosse. Ma, ufficialmente, Vettel predica ancora prudenza, forse perché non ha avuto ancora modo di toccare con mano il vero potenziale della SF15-T a Sepang. «È difficile dire dove ci troviamo rispetto alla Mercedes, perché loro non hanno avuto una giornata tranquilla – analizza – Penso che la battaglia sarà combattuta tra noi e la Williams. E le temperature così elevate rendono difficile per tutte le vetture far funzionare al meglio le gomme». Più che guardare avanti, insomma, il teutonico si guarda alle spalle. Dove vede anche un possibile recupero di Red Bull e Toro Rosso: «Probabilmente pure loro saranno della partita. È difficile da dire, c'è grande equilibrio. Ma là davanti la Mercedes è forte».

ALLISON PUNTA IN ALTO – La stessa prudenza la manifestano anche i vertici della squadra: secondo il direttore tecnico James Allison, infatti, per conoscere la vera forma della Ferrari dovremo aspettare domenica. «È ancora troppo presto – raffredda gli animi l'ingegnere – Ma per noi è stata una buona giornata. Il nostro degrado di gomme è contenuto, il passo ragionevolmente buono». Ma forse ancora non abbastanza per raggiungere la Mercedes: «Sarebbe bello se sentissero il nostro fiato sul collo, o se nel corso del tempo li superassimo. Penso che i distacchi visti a Melbourne siano un po' ingiusti verso di noi. Probabilmente saremmo dovuti essere un po' più avanti alle Williams in qualifica e 15-20 secondi più vicini alla Mercedes in gara. Se riusciremo a fare una qualifica pulita, sarebbe bello capire qual è il nostro potenziale».

UN ITALIANO AL DEBUTTO – Buona la prima anche per Raffaele Marciello: il talentino della Ferrari Driver Academy ha riportato la bandiera italiana in Formula 1 dopo quattro anni di assenza girando nella prima sessione con la Sauber. «Era la prima volta per me sia su questa pista che con questa vettura, ma penso di aver fatto un buon lavoro – afferma Lello, che quest'anno correrà in GP2 con la Trident – Ho spinto solo per sei giri ma penso di essere stato piuttosto veloce». E anche i cronometri gli hanno dato ragione: 13° a soli sei decimi dal più esperto compagno di box Marcus Ericsson.