5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Minardi: Ferrari c'è, Mercedes in difficoltà... nonostante tutto

Lascia non pochi rammarichi l'affidabilità della Rossa, che nel weekend di Sepang ha tradito prima Sebastian Vettel in qualifica e poi Kimi Raikkonen al pronti-via. Ma la gara ha dimostrato che la SF70H è competitiva e questo fa ben sperare: lo svantaggio è ampio, ma bisogna continuare a insistere

FAENZA – Anche il Gran Premio della Malesia va in archivio accompagnato da tanti rimpianti per la Ferrari, che non è riuscita a concretizzare la pur ottima velocità dimostrata a causa di troppe rotture del motore, come sintetizza il nostro Gian Carlo Minardi. «Un altro fine settimana che avremmo voluto commentare diversamente – ammette il fondatore dell'omonima scuderia – Una Ferrari competitiva: quando ha potuto dimostrare le sue qualità e le sue capacità ha staccato degli ottimi tempi sul giro. Purtroppo l'affidabilità, in questo weekend, ha tradito prima Sebastian Vettel in qualifica e poi Kimi Raikkonen al pronti-via. Vettel ha comunque dimostrato che la vettura c'è e che lui era in forma, recuperando dall'ultima posizione fino al quarto posto. Questo fa ben sperare, anche se purtroppo diminuiscono i Gran Premi a disposizione: ora ne mancano solo cinque e diventa difficile rimontare lo svantaggio. Ma la Ferrari c'è, ha dimostrato di essere competitiva».

Contatto dopo-gara
Dopo la bandiera a scacchi, poi, è arrivato l'assurdo contatto tra Seb e Lance Stroll, che potrebbe aver danneggiato il cambio della SF70H con conseguenti penalità in griglia di partenza: «Peccato per questo finale, ancora una volta, macchiato dall'irruenza e dal nervosismo di Vettel che forse, nei prossimi giorni, andremo a chiarire meglio – prosegue l'ex team principal – Comunque non bisogna demordere, il Giappone è vicino e bisogna continuare a lottare. La matematica è ancora dalla parte della Ferrari e i risultati vedono una Mercedes in leggera difficoltà, quindi bisogna insistere in questa rincorsa. Anche se purtroppo due gare importanti e favorevoli alla Ferrari non hanno portato quel bottino di punti necessario per impensierire la Mercedes».