6 giugno 2020
Aggiornato 23:30
Formula 1 | Diamo i voti al primo Gran Premio della stagione in Australia

Le pagelle: Ferrari e Vettel promossi, McLaren bocciata

Dietro alla solita Mercedes da 10 ci sono anche degli altri protagonisti meno noti e scontati, come Felipe Nasr. Una sufficienza risicata all'ex ferrarista Felipe Massa, mentre non convince proprio la Renault.

MELBOURNE – Non c'è solo la Mercedes. Se i pieni voti per i campioni del mondo, che nel primo Gran Premio in Australia riconquistano pole position e doppietta, sono scontati, tra i promossi dell'inizio di stagione 2015 della Formula 1 ci sono anche tanti altri nomi. A partire, di diritto, dalla nostra Ferrari, ma passando anche per protagonisti meno noti e scontati, come Felipe Nasr. Ecco le pagelle del DiariodelWeb.it dopo la gara di Melbourne.

MERCEDES – voto 10. Che altro punteggio si potrebbe dare a questa squadra? Separarne le componenti, tra vettura, motore e piloti, è finanche superfluo. Tanto l'amalgama funziona alla perfezione: nei test invernali non si erano nemmeno presi la briga di mostrare la loro vera forza, montando le più performanti gomme super-soft, e anche nel primo Gran Premio stagionale in Australia non hanno dovuto sudare per portare a casa il bottino pieno. Forse una frazione di voto in più se la meriterebbe il campione del mondo in carica Lewis Hamilton rispetto al suo compagno di squadra Nico Rosberg, che è uscito sconfitto. Ma un dieci rotondo accontenta tutti.

FERRARI – voto 8. I più prudenti temevano che i risultati positivi delle prove invernali fossero un fuoco di paglia. Invece la realtà del primo Gran Premio ha dimostrato che la forma della rossa è ancora migliore, addirittura superiore a quella della rivale diretta Williams. L'atavico male delle qualifiche è ancora da curare e il distacco dalle imprendibili Mercedes tuttora ampio. Ma vedere un Cavallino rampante così in alto già dalla prima gara del 2015 è più di quanto la maggior parte dei ferraristi avrebbe sperato nei suoi sogni più sfrenati. Merito anche di un Sebastian Vettel maiuscolo, che ha subito preso le redini della squadra, comprese quelle del morale. E Kimi Raikkonen, oggi più sfortunato che colpevole, lo seguirà presto.

FELIPE NASR – voto 8. Nell'arco del weekend la Sauber ha dovuto pensare a tutto, meno che al Gran Premio. Tribunali, giudici, carte bollate, ricorsi, minacce di manette, trattative sui risarcimenti in denaro. Certo, un pilota che ha già un contratto siglato ha tutto il diritto di chiedere il rispetto dei patti (magari con una causa civile invece di una penale, che comporta la spada di Damocle di un inutile arresto). E la Formula 1 non può prescindere dalla componente dei soldi, essendo anche un business multimilionario. Ma quando, finalmente, alla domenica a parlare sono solo i motori, il giovane Felipe Nasr guida da campione e porta a casa un quinto posto al primo GP della sua vita. Una bella vittoria dello sport sulle chiacchiere. Ecco perché Peter Sauber lo ha scelto. Chiamatelo scemo.

FELIPE MASSA – voto 6. Sarà anche vero che il loro motore, pur marchiato Mercedes, non è lo stesso gioiello che spinge le frecce d'argento. Ma qualsiasi altra squadra sarebbe pronta a metterci la firma (provate a bussare alla porta di Red Bull e McLaren). Perciò, un Massa che a fine gara si lamenta della scarsa equità della casa di Stoccarda nella fornitura dei propulsori assomiglia in modo preoccupante al "piangina" che ai tempi della Ferrari trovava qualsiasi scusa pur di non ammettere i suoi errori. Peccato, perché in Australia ha anche corso bene, e questo gli concede la sufficienza. Ma siamo sicuri che il suo compagno di squadra Valtteri Bottas, se non fosse stato bloccato dal mal di schiena, avrebbe fatto anche meglio. Ormai è lui il leader della squadra: una squadra capace di lottare con i grandi anche da indipendente e con scarsi budget.

RENAULT – voto 5. Perfino la Red Bull non ne può più di questo motore. E soprattutto dell'apparente incapacità della casa francese a metterci una pezza. Da tutti i vertici del team sono piovute accuse senza mezzi termini al suo motorista, alla faccia delle consuete dichiarazioni diplomatiche di rito. E, a meno di non ammettere che il geniale progettista Adrian Newey abbia improvvisamente dimenticato come si disegna una macchina, nessuno può smentire che la responsabilità di questa "lattina" irriconoscibile sia proprio della Renault. Per tutta risposta, i transalpini pensano a ricomprarsi una squadra (forse la Toro Rosso) da far correre sotto il loro marchio, come ai bei tempi di Flavio Briatore e Fernando Alonso. Se pensano che basti questo a tornare a vincere i titoli mondiali...

MCLAREN – voto 2. Alla fine si sono dovuti arrendere. Hanno depotenziato il motore Honda pur di riuscire a farlo arrivare al traguardo senza rompersi e si sono rassegnati a disputare la gara fingendo che fosse una sessione di test, giungendo ultimi e doppiati di due giri. Non avevano altra scelta. Certo che dal ritorno in pista di una partnership che ha fatto la storia della Formula 1 come quella tra McLaren e Honda gli appassionati si aspettavano decisamente qualcosa di più. Forse Fernando Alonso non sarà più così motivato a tornare a correre in Malesia, dopotutto.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal