16 ottobre 2019
Aggiornato 21:00

Rosberg punge la Ferrari: «Ha sacrificato il povero Raikkonen»

L'ex pilota della Mercedes cerca di seminare zizzania tra i due piloti della Rossa: «Kimi è stato usato per aiutare Sebastian Vettel a vincere il GP d'Australia»

I due piloti della Ferrari, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sul podio del GP d'Australia di Formula 1
I due piloti della Ferrari, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sul podio del GP d'Australia di Formula 1 Ferrari

ROMA – Se è vero che l'impeccabile strategia del muretto Ferrari ha consentito a Sebastian Vettel di vincere il Gran Premio inaugurale in Australia, lo è altrettanto che questo successo è arrivato a discapito del compagno di squadra Kimi Raikkonen. Rientrando per primo ai box, così da indurre Lewis Hamilton, che lo marcava stretto, a fare lo stesso al giro successivo, Iceman ha infatti lasciato via libera al tedesco: e la virtual safety car, poi, ha fatto il resto. Peccato che, in questa operazione, sia stato proprio lui ad avere la peggio, scivolando dal secondo al terzo posto.

Tattica spietata
I soliti complottisti, dunque, malignano che la Scuderia abbia studiato appositamente questa tattica per favorire la rimonta di Vettel, senza preoccuparsi troppo di sacrificare la gara del finlandese. Questa è anche l'opinione dell'ex campione del mondo Nico Rosberg: «La Ferrari sapeva che Kimi Raikkonen aveva pochissime chance di superare il leader, perciò ha deciso di farlo fermare ai box in modo da costringere la Mercedes a fare lo stesso con Raikkonen – ha sostenuto il pilota prepensionato della Mercedes, oggi opinionista, ai microfoni della rivista specializzata austriaca Speedweek – Il povero Kimi è stato usato per aiutare Sebastian, ma non avrebbe vinto comunque, quindi è completamente comprensibile che la Ferrari ci abbia provato così». Un sospetto che sembra studiato a tavolino per seminare zizzania in seno alla Rossa, dove Raikkonen non ci sta proprio ad accontentarsi del ruolo di secondo pilota.

Sfogo rientrato
Eppure, il primo a lamentarsi, e con toni anche piuttosto coloriti, della scelta dei tecnici ai box di farlo fermare per primo è stato lo stesso Kimi, che si era così sfogato a caldo, via radio, all'indirizzo del suo ingegnere di corsa Carlo Santi: «E me lo dite adesso? Prima mi avevate detto che non c'era fretta. Non fot***emi in questo modo!». A Gran Premio concluso, e avendo constatato gli esiti positivi della strategia, tuttavia, Iceman ha buttato acqua sul fuoco delle polemiche, riacquistando la sua consueta freddezza: «L'unica cosa che mi ha sorpreso, mentre parlavamo via radio, era che non mi spiegassero cosa stesse facendo Seb – ha commentato Raikkonen in conferenza stampa – Ovviamente ne avevamo discusso prima della gara: c'erano centinaia di opzioni possibili e questa era la migliore. Lui non era minacciato da dietro, non aveva nulla da perdere, il suo terzo posto era al sicuro, e quindi valeva la pena che si giocasse una possibilità, che ha funzionato bene. Poi la safety car è stata un colpo di fortuna, anche se non per me, ma comunque per la nostra squadra. Non mi ha sorpreso questa strategia, ma il fatto che non me la spiegassero precisamente». Solo un problema di comunicazione, dunque. Ma andateglielo a raccontare a Rosberg...