MotoGP

Tutti vogliono Dovizioso: oltre a Yamaha, lo corteggia pure Honda

Con questa sua stagione da incorniciare, Andrea si è piazzato al centro del mercato piloti. E nel 2019, quando scadrà il suo attuale contratto con la Ducati, potrebbe prendere qualsiasi strada

Andrea Dovizioso con Marc Marquez
Andrea Dovizioso con Marc Marquez (Red Bull)

ROMA – Fino a dodici mesi fa era ritenuto una specie di brutto anatroccolo della MotoGP. Oggi, Andrea Dovizioso, lo vogliono tutti. E non c'è da stupirsi, perché zitto zitto come piace fare a lui (che è stato a lungo trascurato dai media proprio perché poco personaggio), ha compiuto un mezzo miracolo: portare all'ultima gara il duello mondiale con sua maestà Marc Marquez. Calmo, razionale, intelligente, realista, umile, ma anche capace di tirare fuori un'inattesa aggressività negli scontri ruota contro ruota, quando l'andamento delle gare lo richiedeva. Insomma, un pilota completo, un pezzo pregiato del paddock delle due ruote. Un uomo mercato a tutti gli effetti.

Ritorno al futuro
Già, perché se già nei giorni scorsi era circolata l'indiscrezione sull'interesse della Yamaha nei suoi confronti come potenziale sostituto di Valentino Rossi, oggi scopriamo che Dovi è finito nel mirino anche dell'altro grande costruttore giapponese, la Honda. La notizia viene sempre dallo stesso giornalista che aveva svelato le attenzioni della casa dei Diapason, Maurizio Bruscolini della Gazzetta dello Sport. Del resto, il forlivese fu legato al marchio di Tokyo per ben dieci stagioni a inizio carriera, prima in 125 (vincendo anche il Mondiale nel 2004), poi in 250 e infine in MotoGP, come portacolori della squadra ufficiale. E la sella al fianco del suo attuale rivale Marquez, quella occupata oggi da Dani Pedrosa, potrebbe liberarsi se lo spagnolo decidesse di accettare le ben note offerte della Ktm, ad esempio. Insomma, nel 2019, quando scadrà il suo attuale contratto con la Rossa di Borgo Panigale, Andrea potrebbe scegliere davvero qualsiasi strada per il suo futuro agonistico: persino quella che lo porterebbe verso un ritorno di fiamma, un passaggio dalla Ducati alla Honda.

Come Stoner
Un po' la stessa decisione che prese, nel 2011, un certo Casey Stoner. Del resto, è stato lo stesso direttore generale Gigi Dall'Igna, recentemente, a sdoganare il confronto tra Desmodovi e l'unico grande campione del mondo con la moto bolognese: «Non è dissacrante paragonare Andrea Dovizioso a Casey Stoner, perché in questo momento Andrea è in splendida forma e sta facendo delle cose fantastiche, sia per l'intelligenza che denota sempre quando è in moto, sia per la cattiveria che tira fuori quando serve». E chissà che, presto, non affianchi il suo nome a quello del Canguro anche sull'albo d'oro del Motomondiale.