Formula 1

Grandi manovre tra McLaren, Toro Rosso, Honda, Renault... e Sainz

La McLaren molla i motori Honda e si prende i Renault (per convincere Fernando Alonso a restare). La Toro Rosso, al contrario, firma con la casa giapponese in vista di un passaggio alla Red Bull per il 2019. E, in cambio, la squadra francese si prende il cartellino di Carlos per sostituire Jolyon Palmer

Toro Rosso, Renault e McLaren si incrociano in pista... e fuori
Toro Rosso, Renault e McLaren si incrociano in pista... e fuori (Red Bull)

SINGAPORE – McLaren e Toro Rosso, i motori Honda e quelli Renault, Carlos Sainz e Fernando Alonso. Sono loro i ballerini al centro di un complicato valzer di mercato che si è compiuto ufficialmente oggi a Singapore, e che è destinato a cambiare il volto delle posizioni di rincalzo della griglia di partenza della prossima stagione. Tutto nasce dalla volontà della McLaren di sbarazzarsi dei deludenti motori Honda: una condizione necessaria che il loro pilota Fernando Alonso ha preteso per restare a Woking anche nella prossima stagione. Dopo aver incassato il no delle rivali Ferrari e Mercedes, rimaneva un unico altro possibile motorista: la Renault, appunto. Che però al momento equipaggia già tre squadre (quella ufficiale, più Red Bull e Toro Rosso), e non dispone delle risorse per mettere in piedi una quarta fornitura con così breve preavviso. Una delle sue attuali squadre, insomma, doveva fare un passo indietro: ma quale? E, soprattutto, che fine avrebbe fatto la Honda (già mollata dalla Sauber con cui aveva firmato un precontratto per il 2018)?

Tra piloti e motori
È a quel punto che alla Red Bull è venuta in mente un'idea. Da tempo, infatti, i Bibitari sognano di ottenere un propulsore ufficiale in tutto e per tutto, alla pari di Ferrari e Mercedes con cui vogliono lottare per il Mondiale. Con le loro attuali power unit Renault, la situazione è diversa: infatti, la casa francese è presente sullo schieramento anche con la sua squadra, che dunque ha inevitabilmente la priorità sugli sviluppi tecnici. Ma se le Lattine si sposassero con la Honda, allora sarebbero l'unico team equipaggiato dal marchio giapponese, che dunque costruirebbe motori su misura per loro. Uno scenario ideale, sulla carta. Se non fosse che c'è un problema: al momento, come dimostra il precedente della McLaren, le prestazioni dei propulsori nipponici sono largamente deludenti, quindi bisogna concedere loro ancora un po' di tempo per portarsi al livello dei diretti avversari. La soluzione è stata però facile da trovare: la Red Bull, infatti, dispone di una squadra satellite, la Toro Rosso, perfetta per permettere alla Honda di proseguire lo svezzamento fino a farsi trovare pronta per il team numero uno nel 2019. Restava solo una questione da risolvere: il contratto valido anche per la prossima stagione tra la Toro Rosso e la Renault. Che il costruttore transalpino è stato ben contento di sciogliere, in cambio di una contropartita: il cartellino del pilota Carlos Sainz (anche se inizialmente aveva puntato addirittura Daniel Ricciardo...).

Tutti felici e contenti
Così, questo complesso mosaico alla fine si è composto. La McLaren avrà i suoi motori Renault e potrà convincere Fernando Alonso a restare. La Red Bull girerà i propulsori Honda alla cugina Toro Rosso nel 2018 con l'idea di prenderli per sé nel 2019. E la Renault ingaggerà Carlos Sainz per la sua squadra ufficiale liberandosi della deludente seconda guida Jolyon Palmer. Tutto deciso, tutto ufficializzato proprio oggi. Resta da vedere se queste grandi manovre si riveleranno azzeccate anche alla prova della pista, ma questo lo scopriremo solo tra un anno.