Legge elettorale

Rosatellum, la protesta in piazza del M5S. Edy Di Bonito al Diario: «Un attacco al cuore della democrazia»

Mentre la Camera vota con scrutinio segreto la nuova legge elettorale, gli esponenti del Movimento 5 stelle hanno occupato la piazza di Montecitorio per protestare contro il Rosatellum

ROMA – La Camera tira dritto e approva tutti gli articoli del Rosatellum, nonostante le manifestazioni di piazza contro la nuova legge elettorale. L'ultima votazione sarà a scrutinio segreto intorno alle 21, e per questo tra i parlamentari della maggioranza serpeggia il timore dei franchi tiratori. Ma per gli esponenti del Movimento 5 stelle che da giorni riempiono la piazza di Montecitorio si tratta di un vero e proprio «golpe». Peggio. Un attacco alla Costituzione, al cuore dello Stato, alla democrazia. Erano in tanti, tantissimi ieri e oggi radunati davanti al Parlamento per contestare quella che i grillini definiscono senza mezze misure una «legge truffa», perché priva i cittadini italiani del diritto di scegliere i loro rappresentanti politici. Grazie alle liste bloccate, infatti, saranno i partiti ad assegnare le poltrone. Non solo. Secondo gli esponenti pentastellati, il Rosatellum darà vita a una grande maggioranza parlamentare che ancora una volta terrà insieme i leader del centrodestra e quelli del centrosinistra in barba alle intenzioni di voto degli elettori. Un'altra «ammucchiata» insomma. E un nuovo «inciucio» tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi compare già all'orizzonte. Vale anche la pena ricordare ai nostri lettori che il Rosatellum, tra l'altro, prevede la norma «salva-Verdini» che consente agli italiani residenti in patria di potersi candidare in una circoscrizione Estero - l'Oceania, il Nord America e così via -  per approdare in Parlamento qualora qui non trovino più posto in lista. Una legge che pare un regalo al senatore Denis Verdini.

La piazza gremita di Montecitorio protesta contro il Rosatellum
Non sorprende, quindi, sentir gridare dal palco allestito dai manifestanti pentastellati davanti a Montecitorio che la nuova legge elettorale è quanto di peggio un Parlamento possa partorire. Anche se le parole si fanno subito più dure e irate del previsto e la folla che si autodefinisce pacifica, in realtà, è molto arrabbiata. Il senatore pentastellato Vito Crimi grida dal palco che il Rosatellum è «un merdellum» perché permetterà «a chi perde di vincere e a chi vince di perdere». E Crimi se la prende in particolare con la Lega Nord di Matteo Salvini, colpevole di aver appoggiato l'ennesimo «inciucio» tra Renzi e Berlusconi in cambio di qualche poltrona in più in Parlamento. I manifestanti fischiano e urlano a più riprese contro i politici di centrodestra e centrosinistra che siedono alla Camera e che, mentre loro protestano in piazza, stanno votando imperterriti la nuova legge elettorale.

Edy Di Bonito: Stiamo difendendo la democrazia
Strappare qualche intervista ai militanti grillini riuniti in piazza è difficile, se non impossibile, perché la maggior parte dei presenti si rifiuta di parlare con la stampa. Per loro, i giornalisti sono tutti giornalai. E la cattiva informazione è il vero problema dell'Italia. I rifuti sono stati tanti, ma alla fine qualcuno disposto a parlare davanti a una telecamera c'è. E a noi del Diariodelweb la cancelliera Edy Di Bonito racconta perché è così importante questa battaglia. «C'è in gioco la democrazia di questo Paese – spiega l'appassionata esponente pentastellata – perché due terzi dei parlamentari saranno nominati direttamente dalle segreterie dei partiti. Hanno creato un sistema truffa. Stiamo vivendo la stesa situazione del 1923 quando in Italia s'instaurò il fascismo con il voto di fiducia di Mussolini. Il Movimento è l'unico che è sceso in piazza, ma è una legge che riguarda tutti gli italiani. Siamo i soli che qui difendono davvero la democrazia».