20 ottobre 2018
Aggiornato 09:00

Bersani, Veltroni, Prodi e il Pd sfidano Le Pen e il governo: contro i sovranisti la carica della sinistra che non c'è più

Bersani attacca Le Pen in un confronto in tv, Veltroni si scaglia contro l'esecutivo gialloverde, Gozi tenta di dare una svegliata ai suoi
Pierluigi Bersani, Romano Prodi e Walter Veltroni quando erano al governo
Pierluigi Bersani, Romano Prodi e Walter Veltroni quando erano al governo (C.Onorati /ANSA)

ROMA - "Non sposo certo l'Europa dei banchieri e dei burocrati, ma tanto meno sposo l'Europa dei bulli e degli aggressivi: piuttosto che vederli all'opera, preferisco un'Europa che non condivido". Pier Luigi Bersani reagisce così a Marine Le Pen nel corso di un dibattito faccia a faccia che andrà in onda stasera alle 21.25 nel corso della nuova puntata di Quarta Repubblica, l'approfondimento di Retequattro condotto da Nicola Porro. Bersani ha cercato di incalzare la leader del Front National, reduce dal proficuo incontro mattutino con Matteo Salvini: "Quando penso che lei ha detto tre 'no' a una barca dove c'erano delle donne violentate, le chiedo di cambiare idea: esiste anche l'umanità e ce l'avete insegnato voi con la Rivoluzione francese. Non potete mettere questi principi sotto ai piedi parlando di un mondo che arriverà, con nazioni che difenderanno le proprie frontiere». La frontiera con l'Africa, però, ce l'abbiamo noi, qui in Italia: "Ci state prendendo in giro" tuona l'ex premier. "Bisogna organizzare in modo europeo questa partita, altrimenti è come provare a fermare l'acqua con le mani".

Veltroni: "Vogliono destabilizzare l'Europa"
A sinistra questo lo chiamano fronte "anti-europeista", senza capire però che è solo un'altra idea di Europa che hanno in testa. Nell querelle Ue vs governo gialloverde scende in campo anche Walter Veltroni, che a Circo Massimo parla degli "attacchi" dell'esecutivo alla Commissione europea: "Non sono persone che vogliono instaurare uno stato autoritario. Ma è chiaro che vogliono destabilizzare l'Europa». Perché alla fine, "sta per andare in discussione l'Europa, la più grande conquista del dopoguerra, e avviene tutto come se fosse la notizia di una partita di calcio». E non poteva mancare nemmeno l'endorsement a Romando Prodi, che ha parlato di un fronte da Macron a Tsipras per contrastare l'antieuropeismo: "Se si parla dell'esigenza di raccogliere tutte le energie europeiste che ci sono", dice Veltroni, "ovviamente sono d'accordo".

Gozi: "Basta procedere come sonnambuli verso la disintegrazione dell'Ue"
Di fronte a questi scossoni il Pd è in subbuglio. Sandro Gozi, membro della Direzione nazionale del partito e già sottosegretario agli Affari europei dei governi Renzi e Gentiloni, si rivolge anche ai suoi: "Il Partito democratico dia la sveglia ai progressisti e ai liberali europei, che non possono procedere divisi come sonnambuli verso la disintegrazione europea e hanno l'obbligo politico, civile e morale di costruire una nuova Europa che dia protezione e sicurezze ai propri cittadini». I cosiddetti sovranisti vogliono invece "portarci indietro, al disastro». Salvini e Le Pen, "che non hanno promosso alcuna iniziativa di cambiamento quando erano insieme al Parlamento europeo", vorrebbero farci tornare all'Europa delle "piccole patrie contrapposte, degli uni contro gli altri». Un progetto che piace forse a Mosca o a Pechino,  prosegue Gozi, ma che sarebbe secondo lui un destino buio e contrario agli interessi degli europei. "Noi dobbiamo andare oltre le divisioni di miopi politiche nazionali inefficaci e di partiti europei che oggi non dicono più nulla a nessuno. Non possiamo lasciare i nazionalisti manipolare il malessere sociale». Per questo la sinistra italiana, o almeno un pezzo di essa, si muove per dare vita a un'Unione sociale europea. "Lavoriamo per un'Europa sovrana, che va riformata e rilanciata, in grado di promuovere i nostri valori e i nostri interessi comuni".