11 aprile 2021
Aggiornato 12:00
IMU su prima casa ai redditi alti

Dietro il «niet» di Padoan all'Ue c'è lo zampino di Matteo Renzi?

La replica tempestiva e pronta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, alla Commissione europea sulla reintroduzione dell'Imu per i redditi più alti lascia immaginare che fosse già preparata

ROMA – Matteo Renzi oggi ha di che sfregarsi le mani. L'ex premier e i suoi più stretti collaboratori, infatti, gongolano dopo la replica tempestiva del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, alla Commissione europea che questa mattina ha chiesto al governo Gentiloni di reintrodurre l'Imu per i redditi più alti. La Commissione ha infatti pubblicato il pacchetto di primavera con il verdetto comunitario sui conti pubblici italiani prima dell'inizio della riunione dell'Eurogruppo e, oltre a promuovere la manovrina dell'Esecutivo nostrano, ha sollecitato il Governo affinché metta in atto un dietro front sull'abolizione dell'Imu. La risposta del numero uno del Mef, però, non si è fatta attendere e ha rispedito prontamente al mittente la raccomandazione di Bruxelles, servendo un assist perfetto all'ex sindaco di Firenze in vista delle prossime elezioni.

La replica di Padoan alla Commissione Ue
Più tasse ai ricchi sulla prima casa? No, grazie. Questa, in sintesi, la risposta del ministro Padoan alla sollecitazione arrivata da Bruxelles. Interrogato dai giornalisti sulla questione dell'abolizione dell'Imu, al margine dell'Eurogruppo che si è svolto nella mattinata odierna, il numero uno del Mef è stato quanto mai deciso e non ha lasciato spazi di manovra alla Commissione europea. «Cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non è una buona idea», ha affermato seccamente il ministro. Ma dietro il perentorio «niet» di Padoan all'Unione europea, in realtà, potrebbe esserci lo zampino dell'ex premier in persona, Matteo Renzi. Pare infatti che nelle scorse ore ci sia stato uno scambio di contatti proprio tra il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il ministro dell'Economia e il segretario del Partito Democratico.

Un assist in direzione di Matteo Renzi
E il motivo è presto detto. Aumentare le tasse in vista della prossima e imminente tornata elettorale non è un'ipotesi concepibile per l'ex sindaco di Firenze. Ricordate come Matteo Renzi, appena qualche giorno fa, entrò a gamba tesa nel dibattito sull'aumento dell'IVA inducendo lo stesso Padoan a praticare una repentina inversione a U per tornare sui suoi passi? L'aspirante premier (bis) sa bene che un incremento delle tasse non sarebbe bene accetto dalla popolazione italiana e non vuole rischiare di perdere una parte consistente del suo elettorato proprio ora che la sfida con il M5S e il centrodestra è all'orizzonte. Inoltre, la reintroduzione dell'Imu per i redditi più alti sarebbe un colpaccio proprio per Renzi, che della sua abolizione fu l'artefice.

Le idee chiare del segretario del Pd
E' facile supporre, quindi, che Renzi e Padoan si siano consultati quando le prime indiscrezioni sulle raccomandazioni di Bruxelles hanno iniziato a circolare per decidere una linea comune. «Sull'Imu Renzi ha le idee chiare: non hai mai cambiato idea. A Pasqua l'aumento della benzina era dato per certo e alla fine la manovrina si è fatta senza questo aumento: quello che era impossibile evidentemente era in realtà possibile», ha sottolineato Michele Anzaldi, capo della comunicazione di Matteo Renzi. Oggi i renziani possono festeggiare per due ragioni. La prima è che la Commissione europea ha deciso di promuovere i conti pubblici italiani senza aprire nessuna procedura di infrazione. La seconda è che la risposta di Padoan sull'Imu serve un assist ben fatto al segretario del Pd. Ma a noi resta il dubbio che fosse già pronta da diverse ore.