Il premier annuncia le dimissioni

Renzi si dimette: Ho perso io, il mio governo finisce qui

Il premier Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni ammettendo la sconfitta, dopo la vittoria del No che secondo tutti gli exit poll sarebbe avanti di almeno di 10 punti percentuali.

ROMA - Renzi se ne va. «Ho perso io. Il mio governo finisce qui». Queste le prime parole di commento del premier a Palazzo Chigi dopo la netta sconfitta del Sì. «Io ho perso, lo dico a voce alta, anche se col nodo in gola, non siamo robot. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Ma ho fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase. Per questo quando uno ha perso non può far finta di nulla. Non voglio vivacchiare. L’esperienza del mio governo finisce qui». Domani pomeriggio Matteo Renzi riunirà il Consiglio dei ministri e salirà al Quirinale dove consegnerà le sue dimissioni al presidente della Repubblica. «Il Paese sa di poter contare su una guida salda quale quella del presidente Mattarella» ha sottolineato con tanto amaro in bocca, concludendo: «Volevo tagliare le poltrone della politica e alla fine è saltata la mia».

No stravince
Affluenza definitiva al 68,48% per il referendum costituzionale nei 7.998 Comuni chiamati al voto. Il dato finale conferma che nelle Regioni del Nord c'è stata una partecipazione massiccia mentre al Sud è stata sotto la media.

Il Sì vince solo in Toscana, Trentino e Emilia
Le uniche regioni in cui il Sì ha vinto sul No sono state Toscana, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna. Tra le grandi città solo Milano (centro) e Firenze. Un voto che ha confermato la volontà degli italiani di esprimersi, non c'è dubbio. Al referendum confermativo per la modifica del Titolo V della Carta nel 2001, e in quello sulla "devolution" voluta dal governo Berlusconi nel 2006, con ministro per le Riforme l'»indimenticato» Roberto Calderoli, l'affluenza non fu nemmeno paragonabile. Nel 2001 andò a votare il 34,1% degli elettori, nel 2006 il 53,8%: in quest'ultimo caso la devolution fu bocciata con un sonoro 61%.

Salvini: «Grande vittoria contro i poteri forti, ora al voto»
Il primo a parlare nella sede di via Bellerio, è il leader della Lega Nord, Matteo Salvini: «Sfidiamo la scaramanzia. Se vittoria sarà, sarà vittoria di popolo contro i poteri forti. C'è stata una grande partecipazione popolar grazie ai cittadini italiani che hanno votato oltre ogni più rosea previsione. Sono stati sconfitti i gufi, se fossero confermati i dati di cui si sta parlando sarebbe una grande vittoria di popolo contro i poteri forti, Renzi dovrebbe dimettersi nei prossimi minuti, gli italiani vorrebbero tornare subito a votare senza governi del presidente o governicchi».

Meloni: Renzi a casa
Cauta la leader di FdI Giorgia Meloni, che in collegamento a Porta a Porta invita ad aspettare il dato definitivo, ma, dice, «credo che i numeri siano resi ancor più significativi dall'alta affluenza alle urne, evidentemente gli italiani hanno voluto dire la loro non solo sulla riforma ma anche su Renzi: mi aspetto che tragga le conseguenze del segnale chiaro che gli italiani gli mandano, credo già stasera debba rassegnare le dimissioni».

Lupi: martedì direzione nazionale Ap-Ncd
«Martedi alle 11 abbiamo convocato i gruppi parlamentari di Area popolare di Camera e Senato, mentre mercoledì abbiamo convocato la direzione nazionale di Ncd per valutare l'esito del voto. Abbiamo sempre detto che dopo il referendum sarebbe stata necessaria una verifica», ha annunciato il capogruppo di Area popolare, Maurizio Lupi commentando i dati nella sede del partito. «Una grande vittoria della democrazia, di fronte a un cambiamento così violento e forte della Costituzione. Se i dati degli exit poll saranno confermati è una grande, grande, vittoria del No. A questo punto Renzi si deve dimettere", ha commentato Renato Brunetta.

Esulta la minoranza dem
Stessa decisione quella presa in seno al partito del premier: «Nel giro di pochi giorni, probabilmente già martedì, convocheremo la Direzione del partito per l'analisi del voto e le iniziative politiche da assumere» ha detto il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, in conferenza stampa al Nazareno. Intanto non si fa attendere il commento a caldo della minoranza dem capitanata da Roberto Speranza: «Oggi si è scritta una bellissima pagina di partecipazione democratica. L'Italia ha dimostrato ancora una volta di essere un grande Paese. Nel campo del No c'è stato un pezzo irrinunciabile del centrosinistra. Noi lo abbiamo rappresentato dentro il Pd».

Financial Times: Una batosta per Renzi
Sorprende, e non poco, il titolone del Financial Times, che era platealmente sceso in campo a favore di Renzi, soprattutto negli ultimi giorni, e che ora è costretto ad aprire l'edizione online con una frase incisa sulla pietra: «Dagli exit poll italiani una batosta a Renzi».