7 agosto 2022
Aggiornato 17:30
La rabbia di Di Battista

Taglia stipendi parlamentari, legge rinviata in Commissione. La rabbia di Di Battista: «Renzi sta sui c... a tutti»

La proposta di legge del Movimento 5 stelle per tagliare i costi della politica è stata rinviata in commissione Affari istituzionali dopo la mozione del Partito democratico. La rabbia del deputato grillino Di Battista è esplosa a Montecitorio

ROMA - Con 109 voti favorevoli la Camera ha approvato la mozione del Partito democratico che chiedeva di rinviare in commissione Affari istituzionali la proposta di legge del Movimento 5 stelle per dimezzare gli stipendi dei parlamentari (LEGGI ANCHE "Costi della politica, cosa prevede la proposta M5s taglia-stipendi dei parlamentari"). La rabbia dell'esponente pentastellato, Alessandro Di Battista, è esplosa davanti a Montecitorio parlando a una piccola folla radunata per l'occasione.

La rabbia di Di Battista davanti Montecitorio
Tutto da rifare. La proposta di legge pentastellata per dimezzare gli stipendi dei parlamentari e ridurre notevolmente i costi della politica è stata rinviata in commissione Affari istituzionali. La Camera ha infatti approvato la mozione del Partito democratico. La rabbia del deputato grillino Alessandro Di Battista è esplosa davanti Montecitorio subito dopo la votazione. «In Parlamento c'è "gentaglia" che impedisce di votare sulla riduzione degli stipendi di deputati e senatori», ha dichiarato Di Battista visibilmente alterato.

Di Battista: Questa è gentaglia
«Questa è gentaglia. Da qui al 4 dicembre dobbiamo mantenere una mobilitazione popolare», ha aggiunto. Nella piazza qualche centinaio di militanti M5s sventolava bandiere con il simbolo del Movimento. «Onestà», «Rivoluzione» e «Fuori la mafia dallo Stato» erano gli slogan più usati. «Cosa c'è di democratico – si è chiesto Di Battista rivolgendo la domanda alla piccola folla radunata per l'occasione - in un Parlamento che dopo 3 anni nega di votare su una proposta dell'opposizione?»

L'affondo contro Matteo Renzi
Secondo l'esponente grillino «neanche hanno avuto il coraggio di votare, rinviano la proposta in commissione pur di non votare. E poi dicono che bisogna cambiare oltre 50 articoli della Costituzione per velocizzare...». Ma quando poi si parla del presidente del Consiglio in persona, Matteo Renzi, i toni di Di Battista si fanno più duri e il deputato alza il tiro. «Il premier come si muove gli arrivano pomodori addosso, senza le forze di polizia verrebbe malmenato dai cittadini che lo odiano perché è un arrogante che sta sui c... a tutti. Anche a se stesso».

Grillo: Come vacche sacre hanno ingurgitato e se ne sono andate
«Abbiamo fatto cadere la menzogna - ha concluso infine Di Battista - ora spetta al popolo italiano alzare la testa, non accontentarsi di mance e mancette e rivendicare i propri diritti». E sul blog di Grillo è comparso anche un lungo messaggio del fondatore e leader del Movimento che rincara la dose e rilancia contro i parlamentari che hanno rinviato la proposta pentastellata in commissione Affari istituzionali. «Siamo andati per discutere una cosa importante e loro hanno inglobato le cose, come cibo per la loro trasformazione come i ruminanti. Come vacche autonominatesi sacre hanno ingurgitato e se ne sono andate», ha scritto Grillo nero su bianco.