7 agosto 2022
Aggiornato 17:00
Non è il pace e bene day

Costi della politica, cosa prevede la proposta M5S taglia-stipendi dei parlamentari

La proposta taglia-stipendi del M5S è approdata alla Camera, ma il voto è stato rinviato a data da destinarsi. Ecco quali novità introdurrebbe e perché farebbe risparmiare al paese oltre 80 milioni di euro l'anno

ROMA – Il Movimento 5 stelle ha presentato alla Camera la proposta di legge per il taglio degli stipendi dei parlamentari. Ecco cosa prevede e perché potrebbe portare un risparmio di oltre 80 milioni di euro l'anno per le casse dello Stato.

La proposta taglia-stipendi del M5S
La proposta di legge del Movimento 5 stelle a prima firma Roberta Lombardi per dimezzare gli stipendi dei parlamentari permetterebbe di risparmiare ogni anno oltre 80 milioni di euro. La portata economica di tale provvedimento infatti è stimata in un taglio netto di 61 milioni di euro all’anno di stipendi e 26 milioni di euro di spese telefoniche e di viaggio. Il risparmio sarebbe perfino superiore a quello che si raggiungerebbe con le riforme avanzate dal governo Renzi. E senza stravolgere l'assetto costituzionale del paese. Ecco cosa prevede la proposta di legge pentastellata.

  1. Indennità dei parlamentari
    Innanzitutto, qualora la proposta di legge del M5S venisse approvata, l'indennità di base dei parlamentari scenderebbe dagli attuali 5mila euro netti al mese (pari a circa 10mila lordi) a 5mila euro lordi. Inoltre verrebbero tagliati altri benefit, come quello delle indennità aggiuntive per i parlamentari che svolgono altri incarichi interni alle Camere di appartenenza;
  2. La diaria
    Poi c'è il nodo «diaria». Ora è in vigore una diaria forfettaria per tutti i parlamentari, mentre i grillini chiedono che venga riconosciuta solo ai politici non residenti nella Capitale, solo per spese documentate e con un tetto massimo pari a 3500 euro al mese;
  3. L'assegno di fine mandato
    Via anche l'assegno di fine mandato che secondo i pentastellati dovrebbe essere abolito e uniformato al Tfr di tutti gli altri lavoratori dipendenti;
  4. Vitalizi
    E via anche i vitalizi, un istituto che i grillini giudicano un privilegio anacronistico e ingiustificato;
  5. Assemblee e Consigli
    Inoltre, in base alla proposta di legge del M5S, i componenti delle Assemblee e dei Consigli non potranno avere assegni superiori a quelli già stabiliti per i parlamentari;
  6. Trasparenza
    Infine c'è il capitolo «trasparenza». I grillini chiedono di rendere consultabile sul sito della Camera di appartenenza il rendiconto di tutte le spese dei parlamentari.

La contrarietà delle opposizioni
Beppe Grillo nelle scorse ore ha lanciato un accorato appello dal suo blog rivolto a tutti i parlamentari per invitarli a essere «generosi» con il paese in un momento di grave crisi economica. Ma il Pd si è pronunciato compattamente contro la proposta di legge pentastellata sostenendo che si tratta di una «farsa» e pura «demagogia». Il forzista Renato Brunetta ha invece rilanciato con una controproposta, chiedendo che lo stipendio del parlamentare venga stabilito sulla base delle sue remunerazioni precedenti. Intanto però la Camera ha deciso il rinvio del voto a data da destinarsi.