24 giugno 2017
Aggiornato 15:30
Referendum Costituzionale 2016

Binetti: «Il modello renziano delle promesse incompiute viene da lontano»

L'Onorevole di Area Popolare: «Manca volontà di ricercare un punto di equilibrio. L'unica riforma autenticamente innovatrice sarebbe quella di ritornare alla divisione dei poteri». Rotondi: «Un no per il dialogo tra tutte le forze politiche».

ROMA - «Il dibattito politico sembra si stia attestando su di una posizione che sa molto del tipico approccio digitale: delle due o l'una o l'altra, senza sfumature, senza distinguo. Manca la voglia di cercare quel particolare punto d'equilibrio che non lascia vincitori o vinti, ma permette ad ognuno di contribuire a chiarire una questione. Niente di tutto questo è possibile quando si parla di Riforma costituzionale e quindi del prossimo referendum. Il si e il no vanno presi in blocco, senza alternative di sorta. Ma il si e il no sono anche si e no al governo e non solo alla riforma». Lo afferma l'onorevole Paola Binetti di Area popolare.

Il modello renziano delle promesse incompiute viene da lontano
«Si parlava del drammatico incidente appena scoppiato in Puglia, regione da lungo tempo guidata dalla sinistra. La brutalità dei commenti - ricorda Binetti - era più o meno questa: a sinistra parlano di riforme, ma si guardano bene di passare dalle parole ai fatti. Il modello renziano delle promesse incompiute viene da lontano. La riforma del Senato - prosegue - è pasticciata dall'inizio alla fine: non si sa chi ne farà parte, come sarà eletto, nè di cosa si occuperà. Nel dubbio, meglio spingerla su di un binario morto. Eppure - per Binetti - ci sono passaggi positivi, almeno per quanto si riferisce al processo legislativo. Possibilità concrete di accorciare i tempi di approvazione di una legge e quindi porre un freno alla decretazione d'urgenza. Ma anche su questo punto la reazione è immediata e durissima. Finché non si torna ad una netta separazione dei poteri dello Stato, con magistratura, governo e parlamento che fanno quello che debbono, avremo incursioni continue degli uni nel terreno degli altri».

Ritornare alla divisione dei poteri
Il problema, dice ancora Binetti, «non è il rapporto Camera-Senato. La magistratura legifera di fatto, soprattutto quando i temi sono più scottanti; brucia sistematicamente sul tempo il parlamento, soprattutto se si tratta di questioni eticamente sensibili. Il governo non ha nessuna voglia di avanzare ipotesi che potrebbero essere in alternativa alla magistratura, per cui si limita a formalizzare le sue decisioni, trasformandole in decreti. Il parlamento, troppo spesso, dà legittimità a quanto altri hanno già stabilito. L'unica riforma autenticamente innovatrice - conclude Binetti - sarebbe quella di ritornare alla divisione dei poteri».

Rotondi: Un no per il dialogo
«La Costituzione non è indifferente all'assetto politico del Paese. Questa riforma andava bene in un Paese bipartitico perciò al referendum bisogna votare no e riprendere un dialogo tra tutte forze politiche». Lo afferma il deputato di Forza Italia e presidente di Rivoluzione cristiana, Gianfranco Rotondi.