21 luglio 2019
Aggiornato 23:00

Di Maio: La chiave della vittoria M5S? Renzi contro Renzi

Il deputato pentastellato spiega le motivazioni del successo del M5S in occasione delle ultime elezioni amministrative. Per Di Maio il premier si sarebbe concentrato sul referendum costituzionale tralasciando i problemi dei cittadini

ROMA – La vittoria del Movimento 5 Stelle a Roma finisce sotto i riflettori di tutto il mondo. A parlare del successo del M5S è anche El Pais. Il quotidiano spagnolo intervista il vicepresidente della Camera, il grillino Luigi Di Maio, presentato ai lettori come il politico più promettente del Movimento 5 Stelle e il candidato con più possibilità di sfidare Matteo Renzi per la carica di premier alle prossime elezioni politiche. 

A far vincere il M5S è stato Renzi (contro Renzi)
L'articolo spagnolo si sviluppa attorno all'ultima tornata elettorale che ha visto il partito del premier, Matteo Renzi, arrancare in molte città italiane, prime fra tutte Roma e Torino, dove Virginia Raggi e Chiara Appendino travolgono i candidati del Pd Roberto Giachetti e Piero Fassino. Alla domanda su quale sia stata la chiave del buon risultato ottenuto nelle amministrative dal Movimento di Beppe Grillo, Di Maio risponde che ad essere determinante è stato «Renzi contro Renzi». Il premier, infatti, avrebbe distrutto il proprio consenso politico. Durante la campagna elettorale il presidente del Consiglio ha trascorso tutto il tempo a parlare del referendum sulle riforme costituzionali di ottobre, non concentrandosi, invece, sui problemi reali. Se a Torino il Pd di Renzi non ha toccato temi importanti come quello del 40% della disoccupazione giovanile, a Roma, dove ci sono quartieri in grave difficoltà, ha cercato di «abbindolare» i cittadini con le Olimpiadi. Di contro, il M5S ha interrogato i cittadini sulle necessità del territorio, e, partendo da quelle, ha costruito un programma elettorale fatto di proposte concrete. Su Roma, Capitale d'Italia, oggi il Movimento 5 Stelle ha la gravosa responsabilità di ricostruire una città affossata dalle amministrazioni precedenti: «Ora abbiamo il compito di ricostruire una città in rovine e nessuno ha la bacchetta magica», spiega il vicepresidente della Camera.

Il reddito di cittadinanza
Ma il Movimento non guarda solo alle città e pensa alle politiche del 2018. Una delle priorità del Paese, per Di Maio, si riconosce nello strumento del reddito di cittadinanza, per aiutare quella fetta di Paese che vive in profonda povertà. Questa misura, secondo il Movimento, serve anche per aumentare la domanda interna e fa salire la deflazione. «Abbiamo giovani che si vedono costretti ad emigrare, pensionati che vivono con meno di 400 euro al mese – spiega il deputato pentastellato –. Vorremo tagliare gli sprechi per introdurre questa misura - che ha un costo del 2% del Pil - per dare 780 euro a chi ha poco o nulla». Il reddito di cittadinanza così come proposto dal M5S non può sembrare una carità istituzionale. A tal proposito, come precisa Di Maio, basti pensare che la proposta prevede sei anni di galera per chi cerca di truffare lo Stato percependo il beneficio illecitamente. L'obiettivo della misura è quello di occupare la giornata di chi riceve il reddito di cittadinanza tramite la formazione e offrendo lavori pubblici gratuiti in favore della collettività.

M5S, una minaccia per l'Europa?
Alla domanda se il Movimento 5 Stelle rappresenti oggi una minaccia per l'idea di Europa, il vicepresidente della Camera risponde che in quell'Europa in cui sono i conservatori ad «organizzare un referendum per far uscire il proprio paese dall'Unione Europea», il M5S è l'ultima delle minacce. Quello che fa il M5S è cercare di cambiare trattati e normative dall'interno, grazie in particolare ai diciassette parlamentari che rappresentano il Movimento in Europa.