20 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Governo Renzi

Renzi: «Si vota nel 2018. Contro di me uno di Grillo e uno di centrodestra, non Salvini»

Il Premier: «Saranno gli ultimi anni di esperienza politica perchè dopo due giri si va a casa, prima di 50 anni cambio vita». Poi l'affondo sul leader di Forza Italia: «Berlusconi diceva cose ma poi non ha fatto niente».

ROMA - «Si voterà nel 2018, io mi presenterò, spero di vincere le primarie e le elezioni. Saranno gli ultimi anni di esperienza politica perchè dopo due giri si va a casa, prima di 50 anni cambio vita». Lo ha detto Matteo Renzi a Rtl 102.5.
A proposito di chi saranno i suoi sfidanti, Renzi ha detto che ci sarà, presumibilmente, «uno di Grillo, lo deciderà il blog, uno del centrodestra, secondo me non sarà Salvini, perché i moderati non possono farsi rappresentare da Salvini e deciderà Berlusconi, e per il Pd decideranno le primarie».

Berlusconi diceva cose ma poi non ha fatto niente
«Il problema di Berlusconi non era quello che diceva, oddio alcune delle sue frasi lasciamole da parte, ma nel fatto che è stato presidente del Consiglio per 3.347 giorni e non ha fatto la riforma del lavoro, non ha fatto un sistema istituzionale più solido, non ha semplificato la Pubblica Amministrazione, non ha eliminato l'Irap costo del lavoro, ha eliminato l'Imu per due anni e poi l'ha rivotata con il governo Monti».
«Il problema - ha aggiunto - non tanto che è che cosa dici, il problema è se fai le cose. Io non sono uno che parla male dei miei avversari, non sono uno che dice 'lui è il responsabile della morte di una persona' non pratico odio, pratico rispetto, dopodiché sono i risultati che parlano. Se l'Italia si è rimessa in moto è perché è stato fatto il Jobs Act, se si fosse fatto 10 anni fa come in Germania ora forse saremmo già più forti della Germania».

Italia creda in quel che fa, io psicologo del Paese
«Io mi ritengo lo psicologo in capo dell'Italia. Il Paese non può vivere in una depressione psicologica che deriva da un racconto costantemente negativo. Nel mondo siamo considerati un punto di riferimento ed è fondamentale che l'Italia torni a credere in quel che fa».