15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Dissidente Pd sulla crisi di partito

Lattuca: alla minoranza ora serve un leader

Enzo Lattuca, giovane deputato della minoranza Pd, ha votato no all'Italicum ma sì alla fiducia posta dal governo sulla stessa legge e afferma che «Questa è una sconfitta di tutti. Il mio no non è a Matteo Renzi, e infatti gli ho votato la fiducia, ma è sbagliata la logica del prendere o lasciare».

ROMA (askanews) - «Questa è una sconfitta di tutti. Il mio no non è a Matteo Renzi, e infatti gli ho votato la fiducia, ma è sbagliata la logica del prendere o lasciare». Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, Enzo Lattuca, giovane deputato della minoranza Pd, che ha votato no all'Italicum ma sì alla fiducia posta dal governo sulla stessa legge.

Con me o contro di me inaccettabile
«Io non sono uno che vuole fare imboscate al governo. Renzi diceva: non volete l'Italicum per mandarmi a casa. Ecco, la logica del con me o contro di me è una semplificazione inaccettabile. Comprendo le ragioni di chi non ha votato, ma io sono per la prosecuzione del governo». Dell'Italicum, spiega, non gli piace «l'autosufficienza al primo partito non c'è in nessuna parte del mondo. Quando si vedranno i sondaggi si capirà che anche i ballottaggi saranno pericolosi».

La minoranza in cerca di una guida
Renzi «fa delle forzature sbagliate. Dice che l'Italicum è stato un cantiere aperto? Nient'affatto, aveva i sigilli». Lattuca spiega che non andrà via dal Pd: «Il Pd è il mio partito, non mi sentirei a mio agio fuori. Non succederà, ma piuttosto mi dimetterei dal Parlamento». Tuttavia la minoranza ha bisogno di un leader: «Forse sì. Ho apprezzato la scelta di Speranza di dimettersi da capogruppo. È una scelta che gli dà forza e legittimità».