6 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
La minoranza del Pd contro l'Italicum

Fassina: Renzi come Berlusconi nel 2005

Il deputato Stefano Fassina, riflette sulla legge elettorale passata ieri alla Camera e contrastata da parte della minoranza. 38 deputati del Pd votano contro la legge: sintomo questo di «un percorso sbagliato, un percorso che ha portato il presidente del Consiglio a costringere il Parlamento a votare le regole del gioco con una maggioranza che è più ristretta di quella che sostiene il governo».

ROMA (askanews) - «I numeri crescenti della minoranza interna al Pd sono l'ennesimo segnale di un percorso sbagliato, un percorso che ha portato il presidente del Consiglio a costringere il Parlamento a votare le regole del gioco con una maggioranza che è più ristretta di quella che sostiene il governo». Così Stefano Fassina (Pd) intervenendo ad Agorà su Raitre.

Berlusconi almeno non mise la fiducia
«Lo stesso errore che ha fatto Berlusconi nel 2005, ora lo riproduce Renzi addirittura più intenso, perché Berlusconi non era arrivato a mettere la fiducia sulla legge elettorale: questo è il dato politico su cui riflettere».  «Il presidente del Consiglio - prosegue - insiste sulla necessità del cambiamento e ha ragione: il problema è che il cambiamento può essere positivo, progressivo o può essere un cambiamento negativo e regressivo».

Il Pd non finisce nei palazzi romani
«Su Jobs act, legge elettorale, riforma del Senato e, temo, anche sulla riforma della Scuola, il cambiamento è significativo ma regressivo. Noi cercheremo di correggere il cambiamento affinché sia progressivo, siamo stati eletti per questo». «Il Pd - conclude Fassina - non finisce nei palazzi romani, non finisce con le posizioni del presidente del Consiglio e della maggioranza dei gruppi parlamentari. C'è un Pd fuori dai palazzi che non è rassegnato al Pd di Renzi. E con questo Pd siamo in sintonia».