8 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Sicurezza

Nessun passo indietro su Schengen

L'Ue non ha intenzione di rivedere il trattato sulla libertà di movimento all'interno del Vecchio continente, anche dopo gli attentati che hanno sconvolto la Francia nei giorni scorsi. Lo ha chiarito il capo del Viminale, Angelino Alfano, al termine del vertice antiterrorismo dei ministri europei degli Interni e della Giustizia tenutosi a Parigi

PARIGI - L'Unione europea non ha intenzione di rivedere il trattato di Schengen, dopo la serie di attentati che hanno sconvolto la Francia nei giorni scorsi. Lo ha chiarito il capo del Viminale, Angelino Alfano, al termine del vertice antiterrorismo dei ministri europei degli Interni e della Giustizia tenutosi a Parigi, con l'aggiunta del segretario alla Giustizia statunitense Eric Holder.

NESSUN CAMBIAMENTO A SCHENGEN - «Non ho percepito alcuna distinzione tra l'Italia, la Francia, la Spagna e gli altri Paesi europei sul tema di Schengen», ha detto Alfano, che ha continuato: «L'obiettivo di Schengen è la libera circolazione tra i Paesi europei e l'accordo prevede già delle eccezioni per dei casi appunto eccezionali, come si è già verificato. Ma oggi l'obiettivo principale è quello di proteggere i confini esterni all'Europa, quelli che separano l'Europa da che Europa non è». Durante il meeting internazionale comunque, si è deciso di implementare le misure di sicurezza nel Vecchio continente.

NUOVE MISURE DI SICUREZZA COMUNITARIE - Gli undici ministri europei più il rappresentante del governo americano hanno diffuso una dichiarazione comune dove hanno sottolineato l'urgenza del rafforzamento della «rilevazione e dei controlli» dei cittadini europei che «attraversano le frontiere esterne dell'Ue». Il tutto senza «cambiare le leggi europee in vigore», ha precisato il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve. Inoltre i 12 hanno detto di ritenere «indispensabile» la collaborazione con i gestori di siti e servizi on-line, così da bloccare nel più breve tempo possibile quei «contenuti che incitano all'odio e al terrorismo». Sempre Cazeneuve ha spiegato che anche in questo caso non si tratterebbe di una novità, in quanto iniziative in tal senso sono già state avviate dalla Commissione Europea. Infine i ministri hanno comunicato che ritengono «urgente e fondamentale» creare un database comunitario, che contenga i dati forniti dai viaggiatori alle compagnie aeree, nel quadro della lotta contro il terrorismo. Cazeneuve ha detto: «Siamo tutti d'accordo sul creare dei controlli approfonditi su alcuni passeggeri sulla base di criteri predeterminati», senza fornire però ulteriori dettagli. Su questo punto Alfano ha ricordato che da l'Italia sta «cercando di ottenere l'ok dal Parlamento europeo per la direttiva Passenger name record che ci consenta di avere dalle compagnie aeree la lista degli imbarcati dei singoli voli e di poter trattenere queste indicazioni nelle banche dati. Fin qui - ha proseguito - il Parlamento europeo ha opposto il principio, di altissimo livello, della privacy, dicendo no. Noi crediamo che occorra lavorare ad un compromesso per cui, ad esempio, si dica invece di tenere questi nomi nelle banche dati per tre anni anzichè per cinque».

NCD, SCHENGEN CONQUISTA LIBERTA' - Intanto Alfano ha voluto esprimere la sua posizione sul trattato di Schengen, viste le polemiche sollevate dal governatore della Lombardia Roberto Maroni che ha auspicato di sospendere la libera circolazione delle persone in Europa. Per il ministro dell'Interno «Schengen è una grande conquista di libertà che non può essere regalata ai terroristi». Oltre al leader del Nuovo centrodestra, anche l'onorevole Fabrizio Cicchitto ha voluto ribadire con un tweet, che «annullare il trattato Schengen sarebbe un grave errore».

GENTILONI, NON FARE REGALI A TERRORISTI - Che il trattato di Schengen sia intoccabile per l'attuale maggioranza, lo ha chiarito anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ai microfoni di Skytg24 ha detto: «E' la nostra libertà di circolazione, se per alcune decine di terroristi rinunciamo alla libertà di circolazione e di espressione, gli facciamo un regalo enorme». Gentiloni ha continuato, ricordando che la lotta al terrorismo «non è una barzelletta», ma si tratta di una battaglia «molto seria, per combatterla ci vuole serietà, e se mi dici che i 170mila disperati approdati con i barconi nel 2014 sono terroristi non stai facendo una battaglia seria». Riferendosi poi alle dichiarazioni del segretario del Carroccio, Matteo Salvini, Gentiloni ha chiosato: «E' un'idiozia dire che tutti gli islamici sono terroristi».

UDC, EUROPA RESTI UNITA - Contraria all'abolizione di Schengen anche l'Udc, con il vicesegretario vicario, Antonio De Poli, che ha spiegato: «Da parte dell'Europa serve una regia comune a livello strategico e di azione di contrasto e di prevenzione nei confronti del terrorismo. La revisione del trattato di Schengen sarebbe un segnale di debolezza. Al contrario l'Europa deve restare unita come ha dimostrato ieri a Parigi nel dire che nessuno può limitare la libertà e il valore della democrazia».

LEGA, SOSPENDERE TRATTATO - Sul fronte opposto, come già accennato, è stata la Lega Nord ad animare il dibattito sulla libera circolazione in Europa. Salvini, sul suo account Facebook, ha ricordato che una sospensione del trattato non sarebbe nulla di nuovo: «L'Italia lo fece nel 2001 per il G8 di Genova e dopo il terremoto dell'Aquila, la Norvegia dopo la strage di Breivik, la Polonia prima di una conferenza sul clima, altri limiti furono decisi per gli ultrà negli stadi. E per bloccare i fanatici islamici non si può fare? Al governo, in Italia e in Europa, abbiamo gente inutile». Anche Maroni è voluto tornare sull'argomento, spiegando di non voler «avere paura», riguardo a possibili attentati durante Expo 2015 a Milano. Il presidente della Lombardia ha sottolineato che non bisogna «diffondere il panico, perché così faremmo il gioco dei terroristi. Ovviamente sono preoccupato, perché un evento così grande, importante e mediaticamente significativo come Expo, può attrarre i fondamentalisti. Bisogna fare controlli efficaci sia prima sia durante l'Esposizione universale».

MELONI, DA LEGA PROPOSTA INTERESSANTE - Le parole di Maroni hanno trovato una sponda in Fratelli d'Italia, con la presidentessa Giorgia Meloni che citandone la proposta l'ha definita «interessante». L'ex ministra della Gioventù ha poi aggiunto: «Il problema dell'area Schengen è che noi possiamo anche chiuderla con la Francia, ma poi dimentichiamo che in Italia sbarcano migliaia di immigrati clandestini dalla Libia che è sotto controllo fondamentalista».