18 giugno 2019
Aggiornato 07:00
Maggioranza & Riforme

Della Vedova: «Rischi per le riforme dalla minoranza PD»

Lo ha scritto su Facebook il Senatore e Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova: «Jobs act e Italicum banco di prova per la maggioranza». De Poli: «Renzi non giochi al solitario, M5s inaffidabile». Pisicchio: «Nuovo patto con opposizione su lavoro e crescita»

ROMA - «Come sui temi economico-sociali, così anche su quelli istituzionali è chiaro che la responsabilità di sostenere il progetto riformatore è di fatto e per intero sulle spalle della maggioranza di governo. Sarebbe certo auspicabile che la riforma elettorale e costituzionale, secondo gli auspici del presidente Napolitano e la logica del cosiddetto patto del Nazareno, fosse condivisa da uno schieramento più ampio di forze politiche. Ma anche in questo caso solo l'unità della maggioranza, non la sua divisione, può favorire la convergenza di partiti che non sostengono l'esecutivo». Lo ha scritto su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova.

Preoccupato per la resistenza della minoranza PD - «Oggi i rischi per le riforme e per il destino della legislatura sono legati - ha spiegato Della Vedova -, più che all'indisponibilità di Berlusconi a rispettare la road map concordata, alla resistenza della minoranza Pd a chiudere rapidamente sui provvedimenti già approvati in prima lettura dalle camere e alla sua volontà (non sarebbe una novità nella storia della sinistra italiana) di usare la forza di interdizione parlamentare per regolare i conti interni al partito, ostacolando l'azione del presidente del Consiglio Renzi».
«Si parla troppo, troppo prematuramente e a sproposito del nuovo Capo dello Stato, ma è sul Jobs Act e sull'Italicum, entrambi all'esame del Senato - ha concluso Della Vedova - che la maggioranza deve dimostrare di avere la forza e la voglia di proseguire sul cammino delle riforme».

De Poli: Renzi non giochi al solitario, M5s inaffidabile - «Sulle riforme a proposito di carte da giocare ho la sensazione che Renzi rischi di giocare al solitario. L'intesa si trovi intanto all'interno della maggioranza: essa potrà essere un punto di partenza in modo da porre le basi forti per modernizzare il Paese». Lo ha affermato il vicesegretario vicario Udc Antonio De Poli.
«L'apertura di credito ai grillini? Il Movimento Cinque Stelle con il suo approccio sfascista nei confronti delle istituzioni del Paese ha ampiamente dimostrato finora di essere un interlocutore inaffidabile», ha concluso De Poli.

Pisicchio: Nuovo patto con opposizione su lavoro e crescita - «È un momento cruciale per la legislatura e per il Paese: nel giro di pochi mesi ci troveremo a dover affrontare scadenze fondamentali come l'elezione del capo dello Stato, il compimento della riforma del bicameralismo e di quella elettorale. È necessario trovare un metodo, che sia inclusivo delle principali forze parlamentari». Lo ha affermato il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio, aggiungendo: «Il cosiddetto Nazareno può essere solo una partenza ma non l'approdo. E ricordiamo sempre che le riforme istituzionali sono solo una parte dell'impegnativa e urgente opera che occorre mettere in piedi, in un paese che registra un tasso di disoccupazione al 13,1% e un debito pubblico al 134%. Su questi temi e su quelli dello sviluppo va fatto un patto tra maggioranza e opposizione».