7 dicembre 2019
Aggiornato 19:30
Sta per scadere l'ultimatum di Renzi a Berlusconi

Sulla legge elettorale è l'ora della verità

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, arriverà a Roma solo domani, ma il premier, Matteo Renzi, freme e vuole una risposta all'aut aut sulla legge elettorale. Previsto per stasera, dopo il consiglio dei ministri, il vertice maggioranza per discutere delle riforme. Per farle il governo è pronto ad aprire a chi ci sta, compreso il Movimento 5 Stelle di Grillo.

ROMA - Andare avanti con le riforme, con l'orizzonte del governo al 2018. Silvio Berlusconi non sarà a Roma prima di domani e una risposta sull'aut aut lanciato da Matteo Renzi sulla riforma della legge elettorale si fa attendere ma il premier vuole spingere sull'acceleratore. Dovrebbe tenersi questa sera, dopo il consiglio dei ministri, il vertice di maggioranza sulle riforme. Per farle il governo è pronto ad aprire a chi ci sta, compreso il movimento del comico genovese Beppe Grillo. 

ORFINI: SENZA FI SI VA AVANTI LO STESSO - «Riforme e nuova legge elettorale sono le precondizioni affinché questa legislatura vada avanti - sottolinea in una intervista al Corriere della Sera il presidente del Pd Matteo Orfini -. Abbiamo sempre tentato di dialogare con tutti, ma inizialmente abbiamo trovato soltanto la disponibilità di Forza Italia. Se questa adesso viene a mancare, andremo avanti con chi ci starà». Orfini lo afferma esplicitamente: «C'è una maggioranza di governo autosufficiente anche senza Forza Italia» anche se «vogliamo lavorare anche con le opposizioni, perché le regole del gioco devono essere condivise. Se Forza Italia si sfila, ci possono essere schemi diversi». Anche con il Movimento 5 Stelle con cui si sono già viste convergenze: l'ultima, al Senato, sul tema della riforma della giustizia.

GUERINI: M5S SE UTILE, BENVENUTO - Il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini, in una intervista al Messaggero, apre: «Ci siamo sempre rivolti in maniera molto chiara a tutti. Per mesi dai 5Stelle non abbiamo ricevuto segnali. Poi la sberla elettorale alle europee li ha risvegliati dal torpore e hanno preso un atteggiamento non chiaro, ondivago. Se si vogliono rendere utili sono benvenuti, a patto che non si ricominci da zero: un pezzo di strada l'abbiamo già fatto».

DE GIROLAMO: RENZI AL VOTO IN PRIMAVERA - «Sono convinta che l'accelerazione sulla legge elettorale significa che Renzi ha intenzione di andare al voto a primavera, e al vertice di questa sera mi chiarirò le idee in proposito». Così la capogruppo Ncd alla Camera, Nunzia De Girolamo, ospite a Omnibus su La7. «Adesso il premier sa di godere del vento a favore, ma sa che non potrà essere a vita il re delle preferenze. Pertanto - ha aggiunto De Girolamo - prima che la crisi economica metta a nudo le difficoltà del nostro Paese, Renzi ha tutta la convenienza ad andare alle urne. Questa sera al vertice gli ricorderemo chiaramente che i voti Ncd, soprattutto al Senato, hanno un peso determinante e che non esiste solo un patto del Nazareno, ma anche un patto di maggioranza con Alfano. Per Ncd preferenze e soglie al di sotto del 5 per cento sono il metro di misura della tenuta del patto di maggioranza». «Questa sera - ha concluso la capogruppo Ncd - ci aspettiamo da Renzi quella serietà che Ncd ha dimostrato rispettando i patti. Se poi il premier e anche Berlusconi pensano di agire in autonomia risponderanno delle ovvie conseguenze».

GIACHETTI: M5S E' TERZA FORZA POLTICA - «Continuiamo a considerare Grillo come 'antipolitica', quando invece è un leader che ha una visione politica diversa. Può piacere o no. Non si è ancora metabolizzato il fatto che in questo Parlamento non ci sono due grandi forze politiche, ma tre. Nel caso dell'elezione dei giudici costituzionali dove hai una maggioranza a 570 voti, hai il dovere di parlare con i 5 Stelle». Così Roberto Giachetti, Pd, vicepresidente della Camera, intervenendo questa mattina a Omnibus su La7. «Per l'elezione del Presidente della Repubblica spero si segua la stessa strada, sarebbe una cosa buona se si trovasse un accordo che coinvolgesse i 5 stelle. Questo potrebbe portare uno scombussolamento anche all'interno di quel partito. Io sono a favore di un accordo che includa anche i 5 Stelle. La figura di Emma Bonino - conclude - potrebbe essere condivisa visto che era nella rosa la scorsa volta».