16 luglio 2024
Aggiornato 05:30
Non ci sono mostri a Bruxelles

Per Napolitano l'Europa non si misura con le virgole

L'Unione europea non è un mostro che impone regole decise da burocrati. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale gli studenti per l'iniziativa "L'Europa siamo noi", in occasione del semestre di presidenza italiano.

ROMA - L'Unione europea non è un mostro che impone regole decise da burocrati. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale gli studenti per l'iniziativa «L'Europa siamo noi», in occasione del semestre di presidenza italiano.

NAPOLITANO: L'UE NON È IL NOSTRO NEMICO - Il capo dello Stato ha voluto ricordare che l'Europa è innanzitutto una grande conquista politica e che non è il nostro nemico: «Sembra che l'Europa appartenga ai governi e agli apparati burocratici che fanno cadere dall'alto decisioni sempre e solo legate alla dimensione economica - ha osservato - noi vogliamo dire no, l'Europa è nostra, non è una strana creatura nata fuori di noi, un mostro che impone leggi inapplicabili e gravide di conseguenze per la nostra società. Troppi considerano l'Ue come una nebulosa che si colloca dalle parti di Bruxelles gestita da burocrati che per quel che mi ricordo erano comunque meno numerosi dei dipendenti del Comune di Palermo... Non so se è ancora così ma queste sono identificazioni riduttive e improprie». Secondo il presidente della Repubblica il tema dell'Europa viene riduttivamente identificato con il rigore e troppi elementi restano in ombra, «perciò abbiamo scelto la formula 'L'Europa siamo noi' per questi incontri - ha spiegato - perché in Italia ha preso piede un atteggiamento di estraneità, di contestazione sino al rifiuto dell'idea di una Italia europea».

RICORDIAMOCI CHE NON È SOLO ECONOMIA, MA VALORI COMUNI - «È grave che non si parli più delle motivazioni alte» che hanno portato alla nascita dell'Unione europea e «ci si accapigli tutti, competenti, meno competenti, per nulla competenti, solo su uno 0,1» rispetto all'obiettivo del pareggio di bilancio. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo ad un incontro con i giovani per l'iniziativa «L'Europa siamo noi», in occasione del semestre di presidenza italiana dell'UE, ha criticato la visione riduttiva con cui oggi l'Europa viene descritta e percepita. L'Unione europea «non è solo economia - ha ricordato il capo dello Stato - il primo grande obiettivo politico era allontanare lo spettro di una terza guerra mondiale e l'economia diventò lo strumento di riconciliazione». Secondo Napolitano «si discute tanto di direttive, trattati, fiscal compact e si dimentica cosa è stata questa grandiosa impresa dell'integrazione europea».

L'EUROPA NON DEVE ESSERE SOLO QUELLA DEI DOVERI,  E' LUOGO DI DIRITTI PER POPOLI E STATI  - «L'Europa ha molte facce luminose non è solo il volto imperioso di regole da osservare in materia di bilanci pubblici».Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando gli studenti per l'iniziativa «L'Europa siamo noi» in occasione del semestre di presidenza italiana. Il capo dello Stato ha sottolineato come l'immagine dell'Ue oggi sia piuttosto negativa da parte dell'opinione pubblica e ha voluto ricordare come il progetto europeo abbia in realtà anche tanti lati positivi. «L'Europa è solo quella dei diktat imposti o è anche luogo di affermazioni di diritti e valori costitutivi per gli Stati e i popoli? È avvertita come un peso fatto di obblighi e vincoli o non è anche uno strumento di straordinario avanzamento e di progresso politico e istituzionale?». Per Napolitano queste conquiste vanno «difese e valorizzate». Il presidente della Repubblica però non nasconde che in vista del Consiglio europeo sia stata giusta la posizione italiana volta a «affermare la necessità di una svolta degli indirizzi visto il persistere della crisi e gli anni di politiche restrittive. È giusto sottolineare ora che serve uno spostamento dell'attenzione delle istituzioni europee verso l'esigenza della ripresa e dello sviluppo».