28 febbraio 2021
Aggiornato 10:00
Regionali 2015 | Primarie PD

Renzi vuole un «big» in Emilia Romagna

Di fronte al caos in Emilia, la nuova segreteria può aspettare, anche perché Renzi dovrà faticare non poco per rimettere ordine nella regione rossa per antonomasia: se Matteo Richetti ha fatto un passo indietro, Stefano Bonaccini resiste dicendo di avere «piena fiducia nei giudici e nei miei comportamenti» e lo stesso fa l'altro candidato Roberto Balzani.

ROMA - A questo punto Matteo Renzi vorrebbe sparigliare e calare un 'big' sul tavolo delle candidature in Emilia romagna. Il premier continua ad evitare di affrontare in pubblico la questione e anche per questo, dicono è stata rinviata a martedì la direzione che domani avrebbe dovuto varare la nuova segreteria «plurale», come dicono le minoranze. Di fronte al caos in Emilia, la nuova segreteria può aspettare, anche perché Renzi dovrà faticare non poco per rimettere ordine nella regione rossa per antonomasia: se Matteo Richetti ha fatto un passo indietro, Stefano Bonaccini resiste dicendo di avere «piena fiducia nei giudici e nei miei comportamenti» e lo stesso fa l'altro candidato Roberto Balzani. Per Renzi, poi, c'è il problema di trovarlo un 'big' disposto a farsi carico di questa sfida.

«I nomi sono tre - dice uno dei fedelissimi del premier - Delrio, Franceschini e Poletti. Ma Franceschini non vuole, Delrio nemmeno e per Renzi non sarebbe nemmeno così facile fare a meno del sottosegretario alla presidenza del consiglio». Risultato, «il più probabile, allo stato, è Poletti». Ipotesi condivisa anche da altri parlamentari Pd: «Poletti è l'unico che davvero potrebbe risolvere il problema a Renzi».

Di sicuro, il vicesegretario Lorenzo Guerini in queste ore ha provato a convincere i candidati attualmente in campo a farsi da parte: per ridare slancio al partito in vista delle elezioni del prossimo anno, è il ragionamento del premier riportato da Guerini, sarebbe meglio azzerare tutto. Una moral suasion, ovviamente, fatta solo nei colloqui riservati, in pubblico, in una intervista, Guerini a proposito della candidatura di Bonaccini si limita a dire: «E' una valutazione che farà lui. Siamo in presenza di candidature che sono state presentate, è un percorso che è stato avviato. Ascolteremo le riflessioni che il partito farà in Emilia, poi decideremo con grande serenità e con la consapevolezza di avere persone, figure e storie da presentare ai cittadini emiliani di prima grandezza e di grande qualità». Insomma, c'è da convincere il partito emiliano, che secondo Pier Luigi Bersani «il partito in Emilia è in condizione di uscire da questo guaio». Anche l'ex segretario, però, appare molto freddo quando gli viene chiesto se gli attuali candidati debbano restare in campo: «Valuteranno loro».

Guerini e Debora Serracchiani, però, nel corso della giornata hanno dovuto prendere atto che l'operazione di 'azzeramento' non è così semplice come si era pensato. Bonaccini è stato dai pm, è convinto di avere chiarito tutto e rivendica il diritto di andare avanti.