16 gennaio 2021
Aggiornato 03:30
Riforme Costituzionali

Renzi prova a stanare Grillo

Il prossimo incontro tra Pd e M5s sarà giovedì o venerdì, questa almeno è la data proposta da Matteo Renzi ai grillini, sempre che il movimento decida di accettare, visto che Luigi Di Maio ha fatto sapere che solo domani ci sarà una risposta formale alla lettera inviata oggi dai democratici.

ROMA - Il prossimo incontro tra Pd e M5s sarà giovedì o venerdì, questa almeno è la data proposta da Matteo Renzi ai grillini, sempre che il movimento decida di accettare, visto che Luigi Di Maio ha fatto sapere che solo domani ci sarà una risposta formale alla lettera inviata oggi dai democratici. Lettera arrivata nel pomeriggio mentre Beppe Grillo, in un hotel romano, incontrava proprio Di Maio e il capo della comunicazione del gruppo M5s al Senato Rocco Casalino: il leader ha deciso di fare un'incursione nella capitale per gestire in prima persona la preparazione della trattativa con i democratici, anche se a quanto pare non parteciperà al nuovo faccia a faccia previsto per il fine-settimana. In via informale, infatti, si apprende che i grillini andranno comunque al confronto, ma con la stessa delegazione della volta scorsa e, dunque, senza il loro leader.

Da capire, però, con quale linea si siederanno al tavolo: un deputato M5s, oggi pomeriggio, parlava di «lettera positiva», commentando la risposta del Pd sulle riforme, ma Renzi non ha lesinato stoccatine ai grillini, in particolare sul premio di maggioranza: «Potrebbe sorgere una curiosità intellettuale: perché il vostro premio di maggioranza al 52% è democratico; il nostro dell'Italicum al 55% è incostituzionale autoritario e antidemocratico; quello dei sindaci al 60% ritorna democratico? Ma sono curiosità che sicuramente ci chiarirete nel corso del nostro incontro». D'altro canto, Renzi fa un passo sul tema dell'immunità («La vostra posizione sull'immunità è molto seria. Siamo pronti a discuterne») e ricorda che sulle riforme tra Pd e M5s c'è «accordo quasi su tutti i punti». Senza contare che nella lettera Pd è spiegato in maniera esplicita anche l'obiettivo di incalzare i grillini, facendo leva sulle divisioni interne a M5s: «Vogliamo incoraggiare quella parte di voi che, nel rispetto di un voto contrario all'Esecutivo sulle politiche economiche o sulle sue scelte di governo, ha desiderio di confrontarsi per il bene del Paese sulle regole». L'intervento di Grillo è servito anche a questo, ad evitare che esplodesse la divisione interna tra 'dialoganti' e 'intransigenti'.

Una partita che, nella testa di Renzi, è win-win, per usare un termine inglese, ovvero una situazione in cui il Pd può solo vincere: se i grillini si siedono davvero al tavolo, il premier avrà normalizzato M5s, facendolo «scendere dal tetto»; d'altro canto, Renzi è convinto che se invece dovesse prevalere la linea dura il Pd ne guadagnerebbe comunque, perché il movimento si spaccherebbe e gli elettori non capirebbero. L'intesa con Berlusconi non pare in discussione, ma certo il dialogo aperto con i grillini offre armi in più, a Renzi, per convincere i tanti riottosi che già si preparano a dare battaglia sulla legge elettorale.

Sul fronte della fronda interna a Forza Italia, domani potrebbe essere il giorno decisivo: alle 14,30 si terrà infatti la riunione dei gruppi parlamentari, presente anche Silvio Berlusconi. Riunione che dovrebbe concludersi con un voto: per ribadire che il Patto del Nazareno va onorato, e probabilmente anche per stoppare la pericolosa saldatura che potrebbe verificarsi tra i dissidenti sulle riforme e l'ala di Raffaele Fitto, che ha visto oggi diverse dichiarazioni di sostegno alla sua lettera aperta al Cavaliere.