20 settembre 2019
Aggiornato 07:30

La versione di Luttwak

Il politologo americano a Radio24: «Ci fu un complotto ordito da Sarkozy e dalla Merkel contro Berlusconi con l`appoggio di molte persone in Italia». Dura la Santanchè: «Fu l'inizio della fine». Cicchitto: «Parlano di complotti del passato per destabilizzare il presente»

ROMA - «Ci fu un complotto ordito da Sarkozy e dalla Merkel contro Berlusconi con l'appoggio di molte persone in Italia. In quel momento c'era una crisi finanziaria molto forte e il premier era occupato in altre cose». Lo dice il politologo americano Edward Luttwak, ai microfoni di 'La Zanzara' su Radio 24, a proposito delle rivelazioni dell'ex segretario al Tesoro americano Geithner.

RISCHIO ARGENTINA - «Il presidente francese e la cancelliera parlarono con il presidente Napolitano perché un Paese importante come l'Italia era sull'orlo del collasso e questo avrebbe aggravato la crisi economica mondiale. L'Italia poteva diventare come l'Argentina. Francia e Germania - spiega ancora il politologo alla Zanzara - convergono su Napolitano e su altri leader italiani come Pisanu. L'obiettivo era rovesciare un governo eletto democraticamente perché il suo capo non voleva concentrarsi su questa crisi ed era occupato in altre cose. Certi suoi ministri avevano informato colleghi europei che non riuscivano nemmeno a parlare con il presidente del consiglio».

OBAMA NON AVEVA SCELTA - «Era inevitabile agire - prosegue Luttwak - e lo pensavano anche quelli che non odiavano Berlusconi. Consideravano necessario un cambiamento. Non fu colpo di stato ma un complotto dietro le quinte, non so quanto in linea con la costituzione. Io non ho provato piacere, ma fu inevitabile».
Geithner scrive che Obama disse di no, perché? «Obama si è rifiutato perché l'America ritiene più importante la democrazia dell'economia, era inconcepibile. Sarkoxy e Merkel si sono rivolti a Obama per partecipare al complotto. Ma non si poteva interferire. Obama non aveva scelta, nessun presidente americano poteva intervenire».

SANTANCHÈ: L'INIZIO DELLA FINE - «Mentre Luttwak tenta di confondere le acque e girare la frittata, indirettamente conferma quanto noi sapevamo: il complotto internazionale contro Berlusconi ci fu e fu un assassinio per la nostra democrazia». Lo ha detto Daniela Santanchè di Forza Italia, aggiungendo: «Una volta fatto fuori il premier eletto dal popolo, è cominciato l'inizio della fine: Francia e Germania hanno spadroneggiato, manovrando pupazzi e lacchè, portandoci dove siamo ora: austerità e crisi delle istituzioni. Gli italiani sono ancora in tempo per riprendere in mano il proprio destino e il proprio Paese, alle urne».

CICCHITTO: SEGRETO DI PULCINELLA - «Prima Friedman, poi Geithner, adesso Luttwack. Viene il dubbio che a furia di parlare di complotti del passato si stia mettendo in atto un tentativo di destabilizzazione per il presente». Lo sostiene Fabrizio Cicchitto del Nuovo centrodestra, aggiungendo: «In ogni caso Luttwak, a leggerlo bene, è quasi insultante nei confronti di Berlusconi. Che poi una serie di forze assai diverse, interne e internazionali, dalla Merkel a Sarkozy, allo stesso Tremonti, a potenti centri della speculazione finanziaria, a De Benedetti alla sinistra, giocassero contro Berlusconi, ciò era evidente fin da allora».