17 settembre 2021
Aggiornato 22:00
Le imprese italiane stanno con Putin

Russia, ma quale guerra? Imprenditori italiani a Mosca sbugiardano il Corriere

Dopo la pubblicazione di un articolo in prima pagina sul Corriere della Sera intitolato «Clima di guerra in Russia» non si è fatta attendere la reazione degli imprenditori italiani a Mosca, che hanno inviato una missiva al direttore del quotidiano

MOSCA - Dura replica al Corriere della Sera dal gruppo più influente di imprenditori italiani a Mosca, Gim Unimpresa, dopo la pubblicazione dell'articolo comparso in prima pagina sul quotidiano e intitolato «Clima di guerra in Russia».

La psicosi si è impadronita della Russia?
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha appena annullato il suo viaggio a Parigi e fatto naufragare l'ennesimo tentativo di mediazione per la guerra in Siria. Per questo, proprio mentre sta aumentando la tensione a livello internazionale, gli imprenditori italiani a Mosca non hanno preso bene il fatto che il Corriere della Sera abbia deciso di mettere a centro pagina che «il Cremlino invita i cittadini a prepararsi a uno scontro con l'Occidente» e che «la psicosi si è impadronita della Russia». L'articolo, a firma Fabrizio Dragosei, ha scatenato la reazione di Gim Unimpresa, che hanno inviato una missiva al quotidiano italiano.

La risposta degli imprenditori al Corriere della Sera
La lettera degli imprenditori, indirizzata al direttore, inizia così: «Le scriviamo in relazione all'articolo, a firma Fabrizio Dragosei, apparso oggi nella prima pagina del suo giornale», relativo alla Russia, dove si paventa un clima di Guerra, con tutta una serie di fatti ed esempi che starebbero a dimostrare il contenuto dell'articolo. «Non abbiamo certo la pretesa di modificare le convinzioni del suo giornale sulla Russia, vorremmo però chiedere un maggior senso di responsabilità» nel diffondere notizie che possono creare preoccupazione e panico tra le migliaia di «nostri connazionali» che lavorano e intrattengono relazioni di vario genere soprattutto economiche con questo Paese.

Nessun clima di guerra ed esempi inesatti
«In Russia non c'è alcun clima di guerra e gli esempi forniti dal giornalista sono del tutto inesatti o palesemente parziali" (LEGGI ANCHE "Russia, la tenaglia occidentale ha fallito. Come Mosca ha superato la crisi e beffato l'Occidente"). Nella missiva si fa notare che le esercitazioni della Protezione Civile vengono effettuate ormai da 16 anni con cadenza regolare, «come peraltro avviene in tanti altri Paesi», le scorte di grano e generi alimentari esistono in Russia dal 1949, quando venne creato un apposito Servizio Statale sulle scorte strategiche, «che viene alimentato e rinnovato costantemente».

La Comunità italiana in Russia e la disinformazione mediatica
«Tralascio le considerazioni sulle vicende militari in quanto oggetto di sostanziale disinformazione mediatica in atto da tempo», si legge ancora nella lettera. Gli imprenditori aggiungono poi di voler «garantire che la nostra Comunità italiana in Russia, non vive le ansie e le agitazioni che sono rappresentate nell'articolo in questione», d'altra parte se l'autore dell'articolo volesse visitare Mosca o altre città, cosa che da molto tempo non avviene, «ne trarrebbe sicuramente impressioni diverse da quelle descritte». Infine si chiede «un maggiore equilibrio e la possibilità di dare spazio» a posizioni differenti (LEGGI ANCHE "Siria, le bugie di chi ci racconta che è tutta colpa della Russia sono il primo ostacolo alla pace").