16 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

«Caro Putin, Conte ti saluta»: la stretta di mano del ministro

Il titolare dei Beni culturali, Bonisoli, ha incontrato il leader russo a San Pietroburgo: «Il premier mi ha chiesto di ribadire la positività del summit» del 24 ottobre

Il presidente russo Vladimir Putin con il premier italiano Giuseppe Conte
Il presidente russo Vladimir Putin con il premier italiano Giuseppe Conte (Michael Klimentyev | Sputnik | EPA)

SAN PIETROBURGO«Ho salutato Vladimir Putin anche a nome del presidente del Consiglio Giuseppe Conte». Così il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ad Askanews, dopo che ieri sera, presso il nuovo palcoscenico del teatro Marinskij di San Pietroburgo ha stretto la mano al leader russo Putin e ha scambiato con lui qualche parola. Bonisoli spiega di aver parlato del suo viaggio nella Capitale degli zar al presidente Conte, alla vigilia della partenza: «Ne ho parlato con lui in Consiglio dei ministri e dato che sapeva che venivo qui, mi ha chiesto di salutargli (Putin, nde) e di ribadire che è stato molto positivo l'incontro che c'è stato qualche giorno fa. Molto molto positivo. Un piccolo follow up».

La visita in Russia
Conte è stato a Mosca in visita ufficiale al Cremlino il 24 ottobre. L'incontro con Putin è durato mezza giornata e si è concluso con la firma di una lunga serie di accordi economici. Bonisoli ha guidato la delegazione italiana al settimo Forum internazionale della cultura di San Pietroburgo (15-17 novembre), dove l'Italia è stata Paese ospite d'onore. Alla serata di gala presso il Marinskij era seduto a pochi passi dal presidente russo, tra il pubblico. I due alla fine dello spettacolo, hanno scambiato qualche parola.

Lo show teatrale
Quanto allo spettacolo a teatro al quale hanno assistito sia Putin che Bonisoli, il momento culminante è stato il finale con l'orchestra giovanile del Marinskij di San Pietroburgo diretta dal talento eccelso di Valerij Gergiev. Il ministro riconosce l'indubbio talento dell'orchestra giovanile che «non è affatto un'orchestra giovanile» sottolineando un livello artistico già maturo. Lo spettacolo ha visto anche dei monologhi e dei momenti di teatro, oltre a ricordi e memorie di personalità artistiche del calibro di Andreij Konchalovskij o Denis Matsuev. «È stata una serata russa e ci sta – dice Bonisoli – all'interno di un forum di questo tipo, sulla collaborazione culturale. Un format russo, fatto alla russa, con metodologie, con estetiche, con messaggi e anche con linguaggi russi. L'ho trovato molto bello, articolato. Ci sono dei messaggi che probabilmente sono arrivati a chi conosce un po' la Russia e va benissimo così. C'è stato poi un gran finale con Tchaikovskij e l'orchestra giovanile. Quello che mi piace dell'ambiente artistico russo è che non ci sono compromessi: o c'è il livello da battaglia, o c'è la perfezione. Questa sera ci hanno fatto vedere come la perfezione viene spinta sin dai primi anni di scuola (nella vita degli artisti, ndr)».