14 dicembre 2019
Aggiornato 12:30

Countdown nucleare Iran, Mosca ottimista: «accordo possibile a ore»

La Russia fa il tifo per l'accordo con «l'alleato» Iran, che cambierebbe le sorti del Paese degli Ayatollah dopo 36 anni di isolamento e 10 di dure sanzioni internazionali. Ma dopo giorni di enorme incertezza e momenti in cui sembrava che la rottura del tavolo negoziale fosse dietro l'angolo, oggi il vento sembra soffiare verso una conclusione positiva.

MOSCA (askanews) - Non è tipo da sbilanciarsi facilmente il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e le sue parole oggi sullo sprint negoziale per un'intesa complessiva con l'Iran suonano quasi come un'anticipazione: l'accordo «si avvicina», ha detto il capo della diplomazia moscovita da Ufa, in Russia, dove si tiene il vertice dei Paesi Brics, «sono pronto in qualsiasi momento ad unirmi ai miei colleghi a Vienna» per concludere, ha aggiunto. Il suo numero due Sergey Ryabkov, poco dopo, si è spinto anche più in là: il patto definitivo può arrivare «nelle prossime ore», ha detto, sempre da Ufa.

La Russia fa il tifo per l'accordo con «l'alleato» Iran, che cambierebbe le sorti del Paese degli Ayatollah dopo 36 anni di isolamento e 10 di dure sanzioni internazionali. Ma dopo giorni di enorme incertezza e momenti in cui sembrava che la rottura del tavolo negoziale fosse dietro l'angolo, oggi il vento sembra soffiare verso una conclusione positiva, che potrebbe arrivare domani, giorno della (nuova) ufficiale deadline. Solo gli Stati Uniti continuano a mostrare estrema cautela: Barack Obama ha riferito ai suoi stretti collaboratori di ritenere le chance di un successo entro domani sotto il 50%. Il presidente americano d'altronde punta moltissimo su questo accordo, che non solo andrebbe ad arricchire la eredità, sinora piuttosto scarsa, in politica estera, ma gli permetterebbe di passare gli ultimi 18 mesi alla Casa Bianca ridisegnando gli equilibri in Medio Oriente.

Anche da parte iraniana in realtà le dichiarazioni sono improntate ad una certa prudenza. L'unico a sbilanciarsi è stato il capo dell'agenzia atomica di Teheran, Ali Akbar Salehi, il quale al termine del suo incontro di stamane con il ministro dell'Energia Usa, Ernest Moniz, ha affermato: «Speriamo di terminare le questioni tecniche oggi».

Sempre una dichiarazione di Lavrov pare indicare che è stata raggiunta una svolta sulla questione che negli ultimi giorni ha bloccato la trattativa e costretto i negoziatori ad un ulteriore rinvio: la revoca dell'embargo sulla vendita di missili balistici all'Iran. «Sosteniamo che l'embargo sulle armi debba essere rimosso il prima possibile», ha detto il ministro degli Esteri russo, «ovviamente, l'ultima parola su quale compromesso verrà inserito nel pacchetto della decisione finale sul programma nucleare iraniano spetta a Teheran». Come a dire: c'è un'intesa di massima, forse su più opzioni.

Intanto in rete girano voci non confermate, che danno per certo l'accordo entro oggi o al massimo domani. Sui social network trova molto spazio la notizia di un invito rivolto dall'Austria all'ex capo della diplomazia Ue, Chaterine Ashton, di recarsi a Vienna per «partecipare alla cerimonia della firma» della storica intesa.

Mentre scatta il countdown verso lo storico accordo, fino al pomeriggio di oggi non era stato fissato un orario nè reso noto il programma di quel che potrebbe essere l'ultima e decisiva riunione decisiva tra i ministri degli Esteri di Iran ed il Gruppo dei Cinque+Uno.