5 dicembre 2019
Aggiornato 19:00

Putin in America Latina sotto il segno dei BRICS

Cuba, Argentina, Brasile. Domenica a cerimonia chiusura Mondiali. Il leader del Cremlino punta a rafforzare legami con Paesi che la Russia considera «partner naturali» e a strappare qualche nuovo contratto in un momento in cui gli investimenti esteri per la Russia sono un problema.

MOSCA - Assediato sul fronte occidentale dalla minaccia di nuove sanzioni, Vladimir Putin punta verso Sud e arriva oggi in America latina per un tour che lo vedrà prima a Cuba, poi in Argentina e Brasile. Un viaggio sotto il segno della cooperazione economica con i Paesi Brics e anche della diplomazia informale (a Rio de Janeiro, domenica, sarà alla finale dei Mondiali di calcio e avrà una serie di incontri di lavoro, compreso probabilmente un colloquio con la cancelliera Angela Merkel). Il leader del Cremlino punta a rafforzare legami con Paesi che la Russia considera «partner naturali» e a strappare qualche nuovo contratto in un momento in cui gli investimenti esteri per la Russia sono un problema.

Il tour del capo del Cremlino comincia oggi con una visita a Cuba, dove con Raul Castro - ha riferito una nota del Cremlino - intende discutere di cooperazione energetica, trasporti, aviazione civile e spazio.

In perfetto timing con l'agenda putiniana, due giorni fa il Consiglio della Federazione, il senato russo, ha ratificato la cancellazione del 90% del debito cubano che la Russia ha ereditato dall'Urss: 31,7 miliardi dollari, con i restanti 3,5 miliardi da rimborsare nel prossimo decennio tramite il finanziamento di progetti di investimento sull'isola. Un chiavistello per nuovi contratti che i gruppi russi contano di strappare sulla scia del rilancio sul debito. E ieri è stato annunciato che la società pubblica russa del petrolio Rosneft e il gruppo Zarubezhneft firmeranno all'Avana un accordo con la compagnia cubana Cubapetroleo per una licenza di prospezione ed estrazione petrolifera nelle acque a Nord Ovest di Cuba.

Da Cuba, Putin volerà sabato a Buenos Aires per colloqui con la collega argentina Cristina Kirchner, che si annunciano incentrati su commercio ed energia. Poi in Brasile, per una visita di quattro giorni che lo vedrà partecipare il 15 e 16 luglio al summit dei capi di Stato e di governo dei Brics. Sull'agenda del club che - fa notare Mosca - riunisce il 43% della popolazione mondiale c'è anche la creazione di una banca per lo sviluppo, che sarà basata a Shanghai. La presidenza russa proporrà anche la creazione di una associazione energetica con l'obiettivo di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e di contribuire a regolare il mercato.

Il palco più importante per il leader russo isolato e ai ferri corti con l'Occidente sarà certamente la cerimonia di chiusura dei campionati mondiali di calcio, domenica 13 luglio, quando riceverà dalla collega brasiliana Dilma Rousseff il testimone del Paese organizzatore: nel 2018 toccherà alla Russia, che ha già promesso investimenti miliardari per la costruzione di stadi e infrastrutture alberghiere.

E prima di partire Putin si è anche tolto la soddisfazione di rilanciare le critiche agli Usa sul cyber-spionaggio: «una manifesta ipocrisia tra alleati e partner, ma anche un attacco diretto contro la sovranità e una violazione dei diritti umani, nonché un'intromissione nella vita privata» altrui, ha detto. Messaggio a Washington, nei giorni in cui l'ex agente Cia Edward Snowden attende il rinnovo del permesso di soggiorno in Russia, e anche alla Merkel, che ha appena deciso l'espulsione del capo dei servizi statunitensi e ha fatto sapere che sullo spionaggio ci sono "profonde divergenze di vedute" con gli Usa.