2 giugno 2020
Aggiornato 14:00
La crisi ucraina

Chi semina vento

Stanno alle notizie delle agenzie d’informazione, la Russia in qualità di attuale presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha iniziato lo svolgimento, il 16 giugno, di consultazioni sull’Ucraina. Ieri i membri del Consiglio di Sicurezza hanno bloccato il progetto di risoluzione, proposto dalla parte russa, che condanna l’assalto di una folla di elementi radicali all'a

Stanno alle notizie delle agenzie d’informazione, la Russia in qualità di attuale presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha iniziato lo svolgimento, il 16 giugno, di consultazioni sull’Ucraina. Ieri i membri del Consiglio di Sicurezza hanno bloccato il progetto di risoluzione, proposto dalla parte russa, che condanna l’assalto di una folla di elementi radicali all’Ambasciata russa a Kiev.

In precedenza il regime di Kiev, nonché i leader dell’Ue hanno classificato il fatto di abbattimento di un aereo da trasporto militare delle Forze Aeronautiche ucraine con a bordo militari e mezzi bellici come atto di cinismo e di terrorismo.

Il sistema internazionale si sta incrinando. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non ha voluto condannare l’assalto all’Ambasciata della Federazione Russa a Kiev. Ne viene fuori che da ora in poi si può assalire alle ambasciate,- le parole riportate in Internet sono di Alexey Pushkov, Presidente del Comitato Esteri della Duma. Come abbiamo già dato notizie, sabato, 14 giugno, un gruppo di nazionalisti ucraini hanno inscenato un pogrom all’Ambasciata della Russia a Kiev. Hanno tolto dal pennone la bandiera statale russa, hanno cosparso di vernice l’edificio, hanno lanciato bottiglie incendiarie, hanno rotto automobili dei funzionari della missione diplomatica. Le forze dell’ordine non sono intervenute. In risposta alla richiesta della Russia i membri del Consiglio di Sicurezza si sono rifiutati di condannare i vandali.

Un motivo per gli eccidi degli estremisti nazionalisti a Kiev è stato il fatto che nella notte tra venerdì e sabato, 14 giugno, i militanti dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk hanno abbattuto un aereo da trasporto militare delle Forze Aeronautiche ucraine con a bordo un gruppo di rinforzamento per i partecipanti all’operazione punitiva nel sud-est del Paese e mezzi corazzati. Le parole sumenzionate su «cinico atto di terrorismo sono del neoeletto Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko. La morte di uomini, indubbiamente, è sempre una tragedia. Ma coloro che sono morti nell’aereo abbattuto non stavano facendo un viaggio turistico. Erano stati mandati per uccidere. Di quale cinismo parla il Presidente dell’Ucraina cui fanno eco i politici nelle capitali dell’Europa unita? Come ha fatto notare in un suo commento al riguardo il quotidiano tedesco JungeWelt, in Donbass è in atto una guerra e in tale contesto l’aereo rappresenta un bersaglio militare. Chi esprime il rammarico per la morte dei militari ucraini dovrebbe pensare alle vie della cessazione del conflitto militare e non ad un atto di castigo.

Peraltro, le autorità di Kiev e i dirigenti dei Paesi dell’Ue e della Nato che le sostengono stanno pensando ad altre cose. Per esempio, il titolare del Ministero degli Esteri della Germania Frank-Walter Steinmeier è stato sconvolto dal fatto che nell’est dell’Ucraina un così grande numero di persone hanno sacrificato, per dirla con lui, insensatamente, le loro vite».

È difficile dire che cosa c’è di più: assoluta incomprensione delle realtà, ingenuità politica totale o, più probabilmente, autentica ipocrisia. Proprio nel giorno in cui il Ministro tedesco ha espresso il suo sconvolgimento per la morte insensata di militari ucraini, i partecipanti all’operazione punitiva stavano lanciando missili del sistema Grad facendo scomparire dalla faccia della terra la borgata di Amvrosievka nei pressi di Donetsk. Le 27 case degli abitanti locali sono state trasformate in rovine, si lamentano vittime umane. Nello stesso giorno nella città di Slaviansk da mattina fino a sera sono stati bersagliati centri medici. Come ha riferito l’Agenzia d’informazione UNN di Kiev, solo nelle ultime 24 ore sono morti 50 militanti, 150 ne sono rimasti feriti. «La morte di chi, per dirla con le parole di Steinmeier, risulta più insensata»?

È ricordato oggi nell’Europa unita il fatto che l’11 Maggio nelle regini di Donetsk e di Lugansk si sono svolto i referendum ai quali più del 96 % degli abitanti locali che rappresentano l’80 % dell’elettorato totale, si sono pronunciati per l’indipendenza da Kiev? È ricordato nell’Ue il fatto che inizialmente nell’est nessuno voleva intervenire militarmente? Solo quando la gente ha capito che le nuove autorità non vogliono assolutamente sentire la loro voce, si sono decisi ad impugnare l’arma per difendere i loro interessi. Ma la morte di decine e centinaia di abitanti dell’est dell’Ucraina non suscita lo sconvolgimento di nessuno.

Non meno ciniche sono le parole anche del Segretario Generale della NATO Rasmussen, che definisce difensive le azioni dell’alleanza nell’ambito della crisi in Ucraina e che accusa la Russia di aggressione. L’esperto militare e dirigente della redazione di notizie di guerra presso l’Agenzia ITAR-TASS Viktor Litovkin, ravvisa in ciò un doppio gioco politico dell’Occidente.

Quando in Siria le truppe governative combattono contro i secessionisti e terroristi, questo fatto viene condannato, ma quando in Ucraina la gente combatte per difendere il suo diritto di parlare in lingua nazionale, per non essere uccisi dai seguaci di Bandera, si ritiene che il Governo abbia agito giustamente dichiarando guerra a questa gente. Il doppio gioco dell’Occidente suscita sempre l’indignazione delle persone normali.

Si dice che chi semina vento raccoglie tempesta. Oggigiorno nell’Europa dove per il momento c’è la pace, i politici stanno seguendo tranquillamente l’imperversare dei nazisti in Ucraina. Ma la recente storia ha dimostrato che alla base del fascismo di ogni sorta c’è la guerra. Gli europei sono particolarmente interessati a ricordarlo. Come ricordare chi sconfisse il nazismo in Europa.

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