Risparmio

Banche, la garanzia sui conti correnti bancari rischia di saltare: il risparmio non sarà più al sicuro

La garanzia sui conti correnti di tutti i risparmiatori comunitari, italiani compresi, rischia di saltare a causa dell'intransigenza tedesca. Ecco cosa sta succedendo a Bruxelles

A Bruxelles rischia di saltare la garanzia sui depositi bancari comunitari.
A Bruxelles rischia di saltare la garanzia sui depositi bancari comunitari. (ANSA /EPA/ CLEMENS BILAN)

BRUXELLES – La garanzia sui conti correnti di tutti i risparmiatori comunitari, italiani compresi, rischia di saltare. E i nostri risparmi potrebbero non essere più al sicuro. Bruxelles, infatti, ha appena varato le nuove norme sulle sofferenze bancarie e sta rafforzando le misure di sicurezza per prevenire altri crac finanziari nell'Unione europea. Ma l'anello debole di tutto il sistema creditizio è rappresentato dai risparmiatori che tengono i soldi nei loro conti correnti bancari. E proprio le garanzie europee sui depositi rischiano ora di saltare per volontà della Germania, che si è sempre rifiutata di condividere a livello comunitario i rischi sulle perdite bancarie. In base alle regole odierne dell'ormai celebre bail-in, i depositi al di sotto dei 100mila euro non vengono toccati anche in caso di crisi bancaria. Ma l'UE avrebbe dovuto creare una rete di protezione comune per tutelarli, perché le garanzie nazionali potrebbero non bastare. E proprio sull'intransigenza tedesca si sta infrangendo il progetto della garanzia comunitaria.

Salta la garanzia sui conti correnti dei risparmiatori
Poiché la Germania non vuole condividere i rischi delle perdite bancarie degli altri Stati membri dell'Ue, Bruxelles sta pensando di introdurre il sistema unico di garanzia dei depositi in maniera più graduale, attraverso due step consecutivi ma distinti. La prima fase sarebbe quella della riassicurazione: come sottolinea Sandro Iacometti su Libero Quotidiano, il sistema unico fornirebbe liquidità ai fondi di garanzia nazionali con prestiti da rimborsare. Poi toccherebbe alla fase della coassicurazione, quando l'Ue si renderà a coprire le perdite delle banche senza recuperarle poi dai singoli Stati.

L'intransigenza tedesca contro il «paracadute finanziario»
Il passaggio alla seconda fase, però, sarebbe condizionato a una serie di garanzie (come la riduzione delle sofferenze nella pancia degli istituti di credito nazionali), come vuole la Germania. Altrimenti niente garanzia sui depositi dei conti correnti dei risparmiatori europei. Inoltre, accanto allo strumento per tutelare i depositanti, la Commissione europea sta pensando a una sorta di «paracadute finanziario» da attivare quando c'è bisogno di ulteriori fondi per fronteggiare una crisi economica o finanziaria. Sarebbe una ciambella di salvataggio «di ultima istanza» a carico dell’Esm (il fondo salva Stati). Ma anche su questo punto, però, malgrado si tratti di prestiti e non di erogazioni, la Germania non è d’accordo.