16 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Manovra finanziaria

Def, Bankitalia: «Imperativo ridurre il debito pubblico, si rischia un circolo vizioso»

Il vicedirettore di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, è intervenuto in audizione al Senato sul Def del governo Gentiloni e ha sottolineato il pericolo dell'indebitamento pubblico

Bankitalia invita il governo Gentiloni a ridurre il debito pubblico.
Bankitalia invita il governo Gentiloni a ridurre il debito pubblico. ( ANSA )

ROMA - Bankitalia interviene sul Def e lancia l'allarme sul debito pubblico. Allo stesso tempo, incoraggia il Governo a fare di più per la crescita approfittando della congiuntura favorevole a livello internazionale. «La ripresa continua: le prospettive della domanda, dell'occupazione, dei conti con l'estero sono favorevoli - ha sottolineato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Luigi Federico Signorini, nel corso di un'audizione sulla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza al Senato - . Occorre trarre vantaggio dalle condizioni contingenti in cui ci troviamo (prodotto in crescita seppur graduale, bilancia dei pagamenti correnti in ordine, tassi di interesse molto bassi, premi al rischio moderatissimi sui mercati finanziari internazionali) per irrobustire la finanza pubblica, per ridurre visibilmente il debito, nostro perenne fattore di debolezza; per porre le basi di uno sviluppo duraturo».

Bankitalia: Per la politica di bilancio il sentiero è stretto
La politica di bilancio si deve muovere lungo «un sentiero stretto» tra l'esigenza di non soffocare la ripresa congiunturale e l'imperativo di ridurre il debito, come ha ricordato Signorini. Ma «in questo momento - ha aggiunto - il sentiero, pur sempre arduo, è un pò meno angusto che in passato, grazie alle favorevoli condizioni della congiuntura e dei mercati».Il Governo deve approfittarne, ma prestando sempre grande attenzione alla tenuta dei conti pubblici e alla necessità di ridurre il debito pubblico. Avanzi primari più contenuti possono dare benefici temporanei alla crescita, ma di norma si accompagnano «a una più lenta riduzione del debito - ha detto Signorini - ed espongono quindi più a lungo il paese alla volatilità dei mercati rischiando di compromettere la crescita futura».

Il pericolo di un circolo vizioso
Nell'attuale situazione congiunturale, ha aggiunto, «avanzi primari lievemente inferiori a quelli programmati in aprile possono essere gestibili, a patto che gli interventi necessari a conseguire gli obiettivi di medio termine siano definiti chiaramente e attuati senza alcuna incertezza». Secondo il vicedirettore generale della Banca d'Italia «è il minimo indispensabile». La credibilità dell'impegno «ad assicurare finanze pubbliche in ordine - ha concluso - è condizione necessaria affinché un graduale ritorno alla normalità delle condizioni monetarie e finanziarie nell'area dell'euro non implichi un aumento del differenziale tra costo del debito e crescita dell'economia, che a sua volta si tradurrebbe, come un circolo vizioso, in un peggioramento della dinamica del debito».