7 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Economia

Crisi, Eurolandia mantiene lo slancio della crescita ma l'Italia rallenta

La società di ricerche Ihs Markit ha pubblicato i dati relativi alla crescita e agli approvvigionamenti delle imprese dell'area euro e restano tra i migliori degli ultimi sette anni

La società di ricerche Ihs Markit ha pubblicato i dati relativi alla crescita dell'eurozona.
La società di ricerche Ihs Markit ha pubblicato i dati relativi alla crescita dell'eurozona. ANSA

BRUXELLES - Lieve moderazione dell'attività delle imprese nell'area euro, ad agosto l'indice dei responsabili degli approvvigionamenti si è attestato a 55,7 punti, dai 55,8 di luglio. Lo riporta la società di ricerche Ihs Markit, secondo cui la crescita della produzione nel terzo trimestre, per quanto sia leggermente inferiore ai valori record del trimestre precedente, resta tra i valori migliori degli ultimi sette anni. Ad agosto si è assistito ad un significativo aumento della produzione manifatturiera, con un tasso di incremento che ha recuperato gran parte dello slancio perso a luglio. La crescita dell'attività del terziario segna invece un rallentamento ai minimi in sette mesi, restando però superiore alla tendenza di lungo termine. In questa indagine i 50 punti sono il limite tra espansione e calo dell'attività. Germania e Irlanda sono state le sole nazioni monitorate dall'indagine ad indicare ad agosto un'accelerazione della crescita. I volumi di produzione nel settore manifatturiero tedesco sono stati tra i migliori dall'inizio del 2011, mentre la crescita dell'attività nel terziario è stata la più debole tra le cinque nazioni monitorate.

Francia, Italia e Spagna rallentano
I tassi di espansione in Francia, Italia e Spagna sono rallentati, riporta ancora Markit, restando tuttavia elevati. A sostenere l'espansione continua della produzione nell'eurozona è stato l'ulteriore e solido incremento delle nuove commesse, sebbene sia stato il meno significativo degli ultimi sette mesi. Questo rialzo ha a sua volta generato un accumulo di commesse inevase, al quale le nazioni monitorate hanno risposto con una maggiore creazione di posti di lavoro. «Nei mesi estivi abbiamo assistito ad una crescita economica a tassi solo lievemente più moderati rispetto a alla scorsa primavera. Gli alti valori del Purchasing managers' index di luglio e agosto suggeriscono che le condizioni sono buone per un alto rendimento del Pil anche nel terzo trimestre, con le indagini - stima il capo economista di Markit, Chris Williamson - che indicano tassi di crescita storicamente assestati sullo 0,6%».

Le prospettive per l'Eurozona
«L'eurozona è sulla strada giusta per raggiungere un incremento del PIL pari al 2,1% nel 2017, che equivale al miglior risultato registrato dal 2007». Ci sono «buoni motivi per essere ottimisti» sulle possibilità che questa tendenza alla crescita possa continuare: infatti, per quanto gli indicatori sul futuro, come il flusso di nuove commesse e la fiducia delle imprese, siano diminuiti ai livelli di inizio anno, restano comunque elevati al punto da lasciar intendere che un eventuale rallentamento nei prossimi mesi sarà comunque assai modesto. «La creazione di posti di lavoro - rileva infine Williamson - è in qualche modo rallentata, ma resta comunque significativa, lasciandoci intendere che la disoccupazione dell'eurozona continuerà a ridursi, favorendo la fiducia e l'aumento del potere di acquisto dei consumatori».