15 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Via libera al Decreto

Reddito di inclusione, ok del Consiglio del Ministri. Poletti: «Grande passo in avanti»

Primo via libera alla misura di contrasto alla povertà del governo Gentiloni. L'annuncio arriva dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che anticipa anche il suo funzionamento: «Il beneficio va da un minimo di 190 euro a un massimo di 485»

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha annunciato il via libera del Cdm al reddito di inclusione.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha annunciato il via libera del Cdm al reddito di inclusione. ANSA

ROMA – Primo sì del Consiglio dei ministri al Reddito di inclusione, la misura di contrasto alla povertà del governo Gentiloni. Ne dà l'annuncio il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto legislativo che introduce in Italia «una misura nazionale di contrasto alla povertà». Il provvedimento attua la delega approvata a marzo, rendendo operativo il REI (Reddito di inclusione). Ora il provvedimento dovrà acquisire i pareri delle commissioni parlamentari competenti. Le risorse a disposizione per il Reddito di inclusione sono pari a circa «due miliardi di euro l'anno nei prossimi anni».

Arriva il Reddito di inclusione
«Il beneficio va da un minimo di 190 euro a un massimo di 485», ha spiegato Poletti che ha anche sottolineato la doppia soglia di accesso: 6 mila euro di reddito Isee e 3 mila euro di reddito equivalente. Il reddito di inclusione nella sua prima fase si rivolgerà «a 660mila famiglie, di cui 560mila con figli minori». La priorità infatti nel riconoscimento del sussidio verrà data ai nuclei «con almeno un figlio minorenne o con disabilità anche se maggiorenne, a quelli con una donna in stato di gravidanza o un over50 in disoccupazione».

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Poletti: E' tempo di riformare gli enti di previdenza
Si tratta di un passo avanti nella battaglia contro la povertà nazionale dilagante, ma come noi del DiariodelWeb.it abbiamo già avuto modo di sottolineare è anche una misura insufficiente. Il ministro del Lavoro, intervenendo a un convegno organizzato dalla Cassa Forense, ha anche sottolineato nelle scorse ore la necessità di riformare gli enti di previdenza e assistenza. «La norma è datata - ha spiegato Poletti - ci sarebbero tutte le ragioni per un cambiamento in questa direzione. Siamo convinti che questa esigenza ci sia».

Verso la cassa mutua dei liberi professionisti
In generale, secondo il ministro, «quando si tratta di operazioni di fusione e semplificazione è più saggio favorirle, incentivarle, piuttosto che obbligarle. Altrimenti gli esiti sono quelli dei separati in casa».Nel corso dell'incontro il presidente della Cassa Forense, Nunzio Luciano, ha chiesto il parere del ministro sull'idea di creare una cassa mutua dei liberi professionisti. Immediata l'approvazione di Poletti: «Sono convinto che un grande sforzo in questa direzione sia utile perché rende più efficiente il sistema e riduce i costi. La logica è positiva e come ministero vi aiuteremo in tutti i modi. È una cosa utile - ha concluso - che va fatta».