20 maggio 2019
Aggiornato 11:00
Eurozona

Padoan celebra la Bce e promette: «Il mondo dopo il QE sarà più facile»

Il ministro dell'Economia plaude alla "fiscal stance" adottata dalla Commissione europea, che considera una buona notizia per l'Europa, e anticipa cosa succederà quando la Bce sospenderà gli stimoli monetari

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. ( ANSA )

BRUXELLES - «Credo sia un risultato molto importante il linguaggio usato ieri dalla Commissione europea, secondo cui bisogna definire una 'fiscal stance' (approccio alla politica di bilancio, ndr), che mantenga l'equilibrio tra il sostegno alla crescita e il consolidamento» dei conti pubblici. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Ecofin, che si è svolto ieri a Bruxelles, in cui è tornato sulle raccomandazioni e i giudizi pubblicati ieri dall'Esecutivo Ue sui bilanci e sugli squilibri macroeconomici dell'Italia e degli altri Stati membri. Un linguaggio nuovo che, ha continuato il ministro, «di sicuro è molto importante per l'Europa, perché riconosce la necessità di avere, se non un'unica politica di bilancio, almeno una visione comune della politica di bilancio dell'Eurozona che sia compatibile con le altre politiche».

Padoan plaude all'Ue
«Quando si definisce la politica macroeconomica - ha spiegato Padoan -, c'è la politica monetaria che fa la Bce e la politica di bilancio che fa lo Stato. Lo Stato in Europa non c'è, ma c'è una politica di bilancio che in qualche modo deve essere coordinata, e mi auguro che nel tempo lo sia in modo chiaro, trasparente e utile a tutti». Secondo il numero uno del Mef, questo è «un primo passo importante in quella direzione». Per il ministro, ci sono due strumenti: la politica monetaria e quella di bilancio, e «vanno usati tutti e due». Non solo. Il loro utilizzo «va fatto in modo coordinato». Questa è «una buona notizia per l'Europa».

Si avvicina il mondo del post QE
Padoan ha poi affrontato più specificamente il tema della della politica monetaria della Bce. Il ministro del governo Gentiloni ha sottolineato al riguardo che potrebbe non essere poi così brutto il mondo quando la Banca centrale europea metterà fine al suo programma di acquisti dei titoli di Stato, il cosiddetto «Quantitative easing», che ha dato ossigeno in questi anni all'economia europea, sostenendo la ripresa. Al di là dei numeri che si possono stimare sull'impatto del QE sulla crescita aggregata, «sicuramente la politica monetaria della Bce ha dato una mano alla crescita europea, così come il QE americano ha dato una mano importante alla crescita americana e quello britannico, seppure diverso, alla crescita del Regno unito».

Tassi e inflazione più alti
«Questo però - ha detto Padoan - non basta, è una condizione necessaria ma non sufficiente per una crescita duratura: adesso l'agenda si fa più strutturale, il che vuol dire che bisogna andare a cercare di stimolare i 'driver' della crescita sottostanti». C'è una evidenza ormai abbastanza consolidata che dice che la politica monetaria accomodante facilita l'impatto delle riforme strutturali perché permette il diffondersi dei benefici con più efficacia. Ma che cosa succederà quando il QE verrà meno? «Vivremo evidentemente in un mondo in cui i tassi saranno più alti, ma sarà più alta anche l'inflazione e saranno più alti i ricavi delle banche", ha risposto Padoan.

Ci vorrà comunque del tempo
Insomma, «quando pensiamo al dopo QE, non pensiamo solo a tassi più alti, ma pensiamo a un ambiente monetario diverso e più normale», ha spiegato il ministro. «Prima del QE e prima della grande recessione - ha ricordato - i tassi erano già più alti, l'inflazione era più alta, a volte troppo alta, ma i prezzi si muovevano con più facilità». E se i prezzi si muovono con più velocità è più facile trovare un aggiustamento dell'economia reale. «Quindi io non lo vedrei così brutto questo mondo del post QE: è un mondo diverso e in qualche misura più facile. E comunque - ha concluso Padoan - non sarà domani: ci vorrà un po' di tempo perché questo avvenga».