20 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Crisi Alitalia

Alitalia, si è chiuso il referendum. Affluenza al 90%

In serata si conosceranno i risultati definitivi del referedum che segnerà il destino di Alitalia, ma il "no" appare preponderante a Milano e a Roma

Si è chiuso il referendum sul destino di Alitalia.
Si è chiuso il referendum sul destino di Alitalia. ANSA

FIUMICINO – Lo spoglio è ancora in corso, ma il destino del referendum Alitalia sembra già segnato. Le urne si sono chiuse alle ore 16 e l'affluenza è stata di circa il 90%. In serata si dovrebbe conoscere l'esito definitivo della votazione sul preaccordo tra azienda e sindacati del 14 aprile scorso. Le urne si erano aperte giovedì scorso con sette seggi elettorali, cinque a Fiumicino, uno a Malpensa e un altro a Linate.

Linate e Malpensa dicono «no»
Linate e Malpensa avrebbero respinto l'accordo. E anche a Roma si profila all'orizzonte la vittoria del «no». Il «sì» avrebbe invece vinto a Torino, ma nell'aeroporto di Caselle gli aventi diritto al voto erano solo 18 e comunque si sarebbe verificato un testa a testa: 9 i sì e 7 i no. Grande attesa a Palazzo Chigi, dove l'esito del referendum Alitalia è previsto in serata alla presenza del premier Paolo Gentiloni, del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e del ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano Delrio.

Il referendum potrebbe essere bocciato anche a Roma
Come riporta Valeria Costantini su Il Corriere della Sera, l'affluenza al voto sarebbe stata molto alta: si sarebbe recato alle urne circa l'87% degli oltre 12mila lavoratori di Alitalia. La vittoria del «no» appare preponderante nella Capitale, come a Milano: i lavoratori di terra e gli addetti alla manutenzione avrebbero votato in maniera compatta, e il sì potrebbe farcela solo tra gli amministrativi (che però contano solo un migliaio di voti). La trattativa per il salvataggio della ex compagnia di bandiera appare dunque appesa a un filo.

Il destino di Alitalia è nelle mani dei lavoratori
Il destino di Alitalia è in bilico tra il piano «lacrime e sangue» a base di licenziamenti di massa o il commissariamento. Nell'attesa di conoscere l'esito definitivo del voto, un folto gruppo di dipendenti si è riunito in queste ore nella palazzina mensa dell'aeroporto di Fiumicino. Lo spoglio si sta concludendo nel centro di addestramento di Alitalia, poco lontano, dove sono stati ammassati diversi scatoloni sigillati con all'interno le diverse migliaia di schede elettorali. Non sono previste alternative al piano di salvataggio e per questo i sindacati hanno lanciato un appello nelle scorse al «senso di responsabilità» dei lavoratori. Se verrà bocciato salterà l'intera operazione di salvataggio.