25 ottobre 2021
Aggiornato 10:00
Trasporto aereo

Il dossier Alitalia arriva nelle mani di Mario Draghi al grido di «discontinuità»

Il governo italiano prepara le ultime carte del dossier Alitalia da presentare all’Antitrust Ue per cercare di chiudere una vicenda che si trascina da 46 mesi

Aeromobili Alitalia
Aeromobili Alitalia ANSA

Il dossier Alitalia arriva nelle mani di Mario Draghi e il governo farà in tempi rapidi una proposta «nel segno della discontinuità» per tentare di risollevare la compagnia aerea. Il presidente del Consiglio ha incontrato i ministri competenti Daniele Franco (economia), Enrico Giovannini (infrastrutture) e Giancarlo Giorgetti (sviluppo economico): un primo confronto in vista della riunione in videoconferenza, il 3 o 4 marzo, tra l'esecutivo e Margrethe Vestager, la commissaria europea alla concorrenza che valuta i prestiti concessi dallo Stato alla compagnia. Risorse fondamentali per il vettore che sta attraversando un periodo di grave crisi, costretto anche a rinviare al primo marzo il pagamento degli stipendi.

Il vertice a palazzo Chigi si è svolto il giorno dopo una riunione tra Giovannini, Giorgetti e il ministero dell'economia in cui è stata valutata «la possibilità di portare avanti il progetto Ita ed espresso la volontà di confermare un vettore nazionale del trasporto aereo». I ministri vogliono coinvolgere il parlamento sul piano industriale di Ita (la newco pubblica per il rilancio della società), presentando alla commissione Ue «proposte per la risoluzione delle questioni ancora aperte».

Portare avanti il «vettore nazionale» significa affrontare i problemi urgenti di Alitalia, che viene da anni di difficoltà ed è stata colpita duramente dalla pandemia. Le opzioni sul tavolo potrebbero essere una gara per vendere la compagnia o una trattativa diretta per consegnare a Ita la parte «aviation» e cedere in seguito le attività di manutenzione e handling. Per il commissario Giuseppe Leogrande la trattativa diretta sarebbe preferibile, mentre Bruxelles vorrebbe una gara «trasparente e non discriminatoria» per tutto il gruppo.

L'ipotesi «spezzatino» è contestata dai sindacati, che da settimane esprimono grande preoccupazione e giovedì scorso hanno manifestato a Montecitorio per chiedere un intervento urgente del governo a sostegno del trasporto aereo. Una protesta a pochi passi da palazzo Chigi, dove più volte negli ultimi anni sono state prese le decisioni cruciali per salvare la compagnia. E anche in questa situazione l'orientamento del presidente del Consiglio sarà determinante per il futuro di Alitalia.

Giovannini: «Serve vettore aereo nazionale solido e importante»

«Anche tenendo conto delle difficoltà strutturali del trasporto aereo per la pandemia, abbiamo bisogno di un vettore nazionale importante, solido sul piano economico anche per avere la capacità di fare alleanze in futuro da una posizione di forza». Lo ha detto in un'intervista con Avvenire il ministro per le Infrastrutture e la Mobilità sostenibile Enrico Giovannini a proposito della situazione Alitalia.

«Domani incontrerò i sindacati - ha aggiunto il ministro - in settimana avremo incontri con la Commissione Ue per sbloccare la questione dei ristori al trasporto aereo e per valutare con chiarezza la strada da intraprendere per trovare la soluzione definitiva».

I sindacati: cessione in blocco a Ita senza gara

Il ministro Giovannini ha detto solo «Abbiamo esaminato tutti gli aspetti della questione». I sindacati chiedono di essere «convocati urgentemente, il sindacato confederale non può non essere coinvolto sulla partita di Alitalia». A dichiararlo il segretario generale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi e il segretario nazionale per il trasporto aereo Ivan Viglietti in merito alle dichiarazioni dei ministri dopo il vertice al Mise.

«Le dichiarazioni dei ministri sono molto importanti, confermano la volontà di portare avanti il progetto per l’avvio della nuova compagnia di bandiera, progetto che però non supera tutte le nostre preoccupazioni e dei numerosi lavoratori che ieri hanno manifestato in piazza Montecitorio», dichiarano i due segretari della Uiltrasporti. «Serve trovare una soluzione celere per la newco Alitalia Ita tanto per l’acquisizione dei compendi di Alitalia in A.S. che a nostro modo di vedere devono avvenire attraverso una trattativa privata con lotto unico e mantenendo l’attuale perimetro aziendale anche se con una diversa articolazione societaria. Questo per salvaguardare aviation manutenzione ed handling e devono essere compresi brand e slot di Linate», spiegano Tarlazzi e Viglietti.

Fassina: «Coinvolgere anche il ministro Orlando»

«Per costruire le condizioni di un solido vettore nazionale è innanzitutto decisivo bloccare e archiviare il bando per la vendita a pezzi degli asset di Alitalia», commenta Stefano Fassina, esponente di Leu. A suo avviso «la posizione approvata dalla Camera martedì scorso nell’ordine del giorno collegato alla legge di conversione del decreto Milleproroghe» aiuterà i ministri «a raggiungere tale prioritaria condizione nell’incontro con la Commissione europea la prossima settimana. Sarebbe auspicabile che anche il Ministro del Lavoro Orlando si unisse alla task force dei Ministri Mef, Mise e Mit».

Inps ha erogato ai lavoratori le indennità concordate

L'Inps «ha dato immediato seguito all'impegno assunto venerdì 26» sull'erogazione delle indennità ai dipendenti di Alitalia. Lo comunica l'istituto di previdenza, sottolineando che «nei giorni di sabato e domenica, attraverso un lavoro straordinario del personale dell'Inps, sono stati pagati tutti i lavoratori Alitalia del Fondo di solidarietà trasporto aereo, secondo i termini concordati nella riunione di venerdì con le parti».