19 maggio 2019
Aggiornato 14:30
Avanti tutta col QE

Draghi insiste con i tassi bassi: «Ora la stretta monetaria non è giustificata»

Il banchiere centrale, Mario Draghi, esclude un cambio della politica monetaria dell'Ue e il capo economista della Bce spiega perché la linea attuale riguarda anche la foward guidance

Il governatore centrale, Mario Draghi.
Il governatore centrale, Mario Draghi. ( ANSA )

FRANCOFORTE - La Bce mantiene la barra a dritta sul QE e intende mantenere i tassi bassi per un periodo di tempo prolungato. Il non modificare la linea attuale di politica monetaria espansiva della Bce, come chiarito da Draghi, riguarda anche la "foward guidance", le indicazioni sugli orientamenti futuri che la stessa istituzione fornisce nelle sue comunicazioni. E che rappresentano un elemento della stessa linea espansiva.

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Draghi esclude un cambio di rotta
«Dalla prospettive attuale - ha annunciato il banchiere centrale - non vedo motivi per deviare dalle indicazioni che abbiamo sistematicamente inserito nel comunicato introduttivi delle nostre conferenze stampa». A spiegare la questione è stato Peter Praet, componente del Comitato esecutivo della Bce, dove ha sostanzialmente il ruolo di capo economista. «Nelle nostre attese, i tassi di interesse resteranno al livello attuale o più basso per un protratto periodo di tempo e ben oltre l'orizzonte del nostro piano di acquisti di titoli", ha detto l'economista di Francoforte.

Parla il capo economista della Bce
Praet ha infatti spiegato che ipotizzare di alzare i tassi prima di interrompere gli acquisti di titoli avrebbe come effetto collaterale quello di minare l'efficacia calmierante degli acquisti stessi. Pur riconoscendo il miglioramento delle prospettive di crescita e di normalizzazione dell'inflazione nell'area euro, il residente della Bce, Mario Draghi, ha decisamente frenato sulle ipotesi variazioni o inasprimenti a breve termine della politica monetaria. «A questo stadio - ha detto - non è giustificato».

Le prospettive per l'economia stanno migliorando
E prima di effettuare «qualsiasi alterazione» alla linea della Bce «dobbiamo ancora costruire sufficiente fiducia» per accertare che l'inflazione risalga ai livelli obiettivo, anche in un contesto monetario meno espansivo. Draghi ha parlato in occasione del convegno annuale che raggruppa osservatori e analisti della stessa Bce, che si è svolto a Francoforte. «Siamo fiduciosi sul fatto che la nostra linea stia funzionando e che le prospettive per l'economia stiano gradualmente migliorando - ha rilevato -. Il risultato è che le forze che stanno zavorrando le pressioni al rialzo sui prezzi dovrebbero continuare ad affievolirsi».

L'inflazione deve convergere sull'obiettivo di medio termine
«Ma anche così - ha avvertito Draghi - non abbiamo visto prove sufficienti per alterare materialmente la nostre valutazioni sulle prospettive di inflazione, che restano condizionate a un livello molto consistente di espansione monetaria». Quindi, una revisione dell'attuale linea di politica monetaria non è giustificata a questo stadio. «Prima di effettuare qualunque alterazione alla nostra linea, su tassi di interesse, acquisti di titoli, e prospettive di orientamento (foward guidance), dobbiamo ancora costruire sufficiente fiducia sul fatto che l'inflazione - ha insistito Draghi - convergerà comunque al nostro obiettivo sul medio termine, e che resterà lì anche in un contesto di condizioni monetarie meno espansivo».