25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Sale il debito pubblico

Istat, Pil in rialzo nel 2016 a +0,9%. Ma l'Italia è il fanalino di coda dell'Ue

Il tasso di crescita del Pil dell'Italia nel 2016 si ferma allo 0,9%. La crescita è al top dal 2010, ma in volume è appena sopra i livelli del 2000 e gli altri paesi crescono molto più del Belpaese

ROMA -  L'economia italiana è ferma allo zero virgola. Il Pil del 2016 è aumentato dello 0,9%. Un dato, quello diffuso dall'Istat, superiore alle attese del governo che fissava la crescita a +0,8% nelle ultime previsioni ufficiali. Il Pil del 2016 è il più alto da sei anni a questa parte. Bisogna, infatti, tornare al 2010 per trovare una crescita più sostanziosa (+1,7%). Ma l'Italia resta il fanalino di coda dell'Unione europea, perché tutti gli altri paesi crescono (molto) più di noi.

Gli altri paesi crescono più dell'Italia
Guardando al Pil in volume, nel 2016, «risale appena al di sopra del livello registrato nel 2000», fa notare l'Istituto di statistica. Il valore ai prezzi di mercato è stato pari, infatti, a 1.672.438 milioni di euro correnti. E anche guardando al resto del mondo, la crescita italiana continua ad apparire lenta: i dati disponibili per i maggiori paesi sviluppati indicano, infatti, un aumento del Pil in volume in Germania dell'1,9%, nel Regno Unito dell'1,8%, negli Stati Uniti dell'1,6% e in Francia dell'1,1%.

I consumi rallentano la crescita
Nel 2016 i consumi rallentano la propria crescita. La spesa per consumi finali delle famiglie residenti è aumentata in volume dell'1,3% dal +1,5% del 2015. Gli investimenti fissi lordi sono, invece, la componente più dinamica della domanda, con un incremento del 2,9%, superiore a quello dell'anno precedente (1,6%). A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell'industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,6%). Male, invece, agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,7%) e costruzioni (-0,1%).

Peggiora anche l'indebitamento pubblico
Sul fronte dei conti pubblici scende il deficit-Pil ma peggiora il debito. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari al -2,4%, a fronte del -2,7% del 2015. Il deficit-Pil del 2016 è in linea con le stime del governo. L'avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari all'1,5% (1,4% nel 2015). Nel 2016 il rapporto debito-Pil sale a 132,6% dal 132% del 2015. Il governo, nelle ultime previsioni, aveva stimato un rapporto debito-Pil pari a 132,8%. Quanto al fisco, l'anno scorso, la pressione fiscale complessiva è risultata pari al 42,9%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al 2015. Le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate dello 0,4% rispetto all'anno precedente mentre le uscite sono diminuite dello 0,1%