15 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Governo Gentiloni

Pensioni, la «doppia mossa» del governo: pagamento il 1° del mese, ma va restituito lo 0,1%

Dal mese di febbraio 2017 i pagamenti previdenziali verranno effettuati il 1 giorno bancabile del mese (per le Poste lo è anche il sabato), ma ai pensionati verrà sottratto lo 0,1% della pensione annua

Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio
Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio ANSA

ROMA - Dal 2017 tutte le prestazioni pensionistiche saranno pagate il primo giorno bancabile del mese, con la sola eccezione della rata di gennaio, il cui pagamento è ancora stabilito al 2° giorno bancabile del mese. E' la prima novità introdotta con il decreto Milleproroghe del governo Gentiloni. Ma non finisce qui. Perché ce n'è un'altra: ai pensionati, proprio da febbraio, verrà anche trattenuto per quattro mesi lo 0,1% delle pensioni annue. E questa non è affatto una buona nuova.

Le pensioni saranno pagate il 1 giorno bancabile del mese
Il Decreto Milleproroghe del governo Gentiloni firmato lo scorso 31 dicembre dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha modificato l'articolo 6 del decreto legge 65/2015, convertito con legge 109/2015, che ha unificato le date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals. In base a tale modifica, fortemente richiesta dall'Inps, viene ripristinato per l'anno 2017 il pagamento al primo giorno «bancabile» del mese, con l'unica eccezione per la rata di gennaio. La nuova regola, infatti, entrerà in vigore a partire dal mese di febbraio.

La doppia mossa del decreto Milleproroghe
Secondo l'Inps questa misura dovrebbe rendere più veloci i pagamenti. Per le Poste, infatti, anche il sabato è considerato «bancabile», mentre non vale lo stesso per le banche. Sembra una buona notizia per i pensionati, che potranno ricevere l'accredito della pensione un giorno prima rispetto a quanto accadeva l'anno passato. Ma la mossa del governo è duplice: con una mano dà, con l'altra toglie. Lo stesso decreto Milleproproghe contiene infatti anche un'altra - per nulla trascurabile - novità: a partire dal mese di febbraio, e per quattro mesi consecutivi, sulle pensioni annue verrà trattenuto lo 0,1% a titolo di restituzione per la differenza tra l'inflazione programmata e quella consuntiva del 2015.

Una tegola sulla testa dei pensionati più poveri
L'inflazione attesa, infatti, era pari allo 0,3% ma si è poi fermata allo 0,2%. Secondo l'Insp l'anno scorso sono state erogate pensioni superiori dello 0,1% rispetto a quanto dovuto ai pensionati e ora l'istituto di previdenza nazionale presenta il conto da pagare. Si tratta di importi relativamente bassi: ad esempio, se la pensione è di 1000 euro al mese verranno sottratti soltanto 13 euro, spalmati su quattro mensilità (che fa circa 3,25 euro al mese). Secondo il sindacato dei pensionati della Cgil, però, questa operazione si trasformerà in una «tegola» sulla testa di coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese: qualche euro in più o in meno per le fasce più povere della popolazione, e in particolar modo per gli anziani bisognosi di cure mediche e percettori di pensioni minime, può fare la differenza. Secondo il sindacato sarebbe stato più opportuno attendere la ripresa dell'economia reale per recuperare il dovuto dalle tasche dei pensionati più poveri.