18 novembre 2019
Aggiornato 12:30
Costi record in UE

Banche, i clienti italiani pagano i costi più alti d'Europa

I clienti delle banche italiane sono i più vessati d'Europa. A dare la notizia è uno studio della Cgia di Mestre. Mentre in Italia i costi aumentano, altrove si riducono. E cominciano anche i prelievi forzosi sui conti correnti

ROMA – I clienti delle banche italiane sono i più vessati d'Europa. L'aumento dei costi dei conti correnti, delle carte di credito e dei servizi bancari degli istituti italiani è il più alto di tutta l'Eurozona. A renderlo noto uno studio realizzato dalla Cgia di Mestre che ha messo nero su bianco le differenze con gli altri paesi europei. E i dati parlano da soli.

I clienti delle banche italiane sono i più vessati d'Europa
Se ultimamente i costi del vostro conto corrente bancario vi sono sembrati troppo alti, sappiate che uno studio della Cgia di Mestre vi dà pienamente ragione. I clienti delle banche italiane, infatti, sono i più vessati d'Europa. Pagano le spese più alte relativamente a conti correnti, carte di credito e svariati altri servizi bancari. Negli ultimi sette anni, dal 2008 al 2015, nel Belpaese questi costi hanno subito un aumento record del 20%. E questo mentre gli altri paesi europei andavano nella direzione opposta.

In Italia i costi aumentano, altrove si riducono
I dati dello studio condotto dall'associazione degli artigiani con sede a Mestre parlano da soli e non lasciano adito a dubbi. Nel 2015 l'incidenza percentuale delle commissioni nette delle banche italiane sui loro ricavi è stata la più alta di tutta l'Unione Europea: pari al 36,5%. E mentre in Italia le spese per conti correnti, carte di crediti e altri servizi bancari sono aumentate negli ultimi sette anni del 20%, nel Regno Unito sono aumentati solo dell'11,5% e in Spagna del 6,5%. Ma altrove è andata perfino meglio, dato la maggior parte dei paesi ha ridotto le spese, come il Belgio (-4,6%) e i Paesi Bassi (-27%).

Dal 2007 a oggi non è cambiato nulla
La questione, in verità, non è nuova. Già nel lontano 2007 era stata sollevata dall'Antitrust che aveva messo sul banco degli imputati proprio le banche italiane a causa dei costi troppo alti dei servizi bancari rispetto alle concorrenti europei. Di più. L'Antitrust evidenziava «un'enorme variabilità potenziale di prezzi da banca a banca» per lo stesso conto. Ma dal 2007 a oggi non è cambiato molto. Anzi, gli istituti italiani per far fronte alle perdite hanno aumentato i costi per i clienti. E lo spiega in modo chiaro e inequivocabile il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, Paolo Zabeo.

I prelievi forzosi sui conti correnti degli italiani
Per far fronte alla crisi economica, alle sofferenze e ai tassi d'interesse troppo bassi «le banche hanno ritenuto più conveniente ridurre gli impieghi, e quindi i rischi, e aumentare i ricavi dalle commissioni sui conti correnti, sui servizi bancomat, carte di credito, i servizi di incasso, pagamento e dalle attività extra creditizie», come la vendita di titoli, valute e strumenti di capitale. Non solo. In alcuni casi hanno anche pensato di spalmare sulla clientela i costi ingenti ai quali hanno dovuto far fronte per provvedere al salvataggio di alcuni istituti in difficoltà, come nel caso delle good bank (LEGGI ANCHE «Banche salvate, arriva il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani»).