21 febbraio 2020
Aggiornato 08:00
Niente tapering

Il «bazooka» di Draghi continuerà a sparare

La Bce ha smentito a più riprese i rumors sul presunto e imminente «tapering». Il QE proseguirà fino alla primavera del 2017, o oltre, qualore fosse necessario. Ma bisogna tenere ben presenti anche gli effetti collaterali dei tassi troppo bassi

ROMA - Un prematuro ritiro del quantitative easing rischierebbe di «mandare in stallo e far regredire» la ripresa economica di Eurolandia. A lanciare il monito è stato Peter Paret, esponente del Comitato esecutivo della Bce, durante un intervento a New York.

Che cos'è il «tapering»
Questo «tapering» non s'ha da fare. Ma se vi state chiedendo cosa sia non preoccupatevi, perché non siete i soli. Questa parola non monopolizzava così tanto l'attenzione dei media da almeno tre anni. Da quando la Federal Reserve decise di intraprendere la strategia d'uscita dal quantitative easing che aveva messo in atto per combattere la crisi economica statunitense. Ora è la volta della Bce. Ma secondo Peter Paret, esponente del Comitato esecutivo dell'istituzione monetaria europea, interrompere il QE potrebbe essere molto rischioso.

Voci senza fondamento
Secondo Paret, un ritiro prematuro degli stimoli monetari rischierebbe di «mandare in stallo e far regredire» la ripresa economica di Eurolandia (quale ripresa?). Il termine inglese «tapering» dunque – tanto per chiarire le idee in materia – indica proprio il processo con cui il bazooka di Mario Draghi (il QE) viene ridimensionato fino all'esaurimento. Ma i rumors sull'imminenza di un possibile ritiro del quantitative easing sono stati smentiti a più riprese proprio dalla Bce. Di ritirare gli stimoli non si è mai parlato, semmai si è ribadito proprio il contrario, cioè la volontà di portarli avanti. Al tempo stesso però, non si può dimenticare il pericolo degli effetti collaterali legati a un eccessivo utilizzo degli stimoli monetari.

Il QE proseguirà fino a marzo 2017 (o oltre)
Secondo Paret «dobbiamo fare attenzione alla possibilità di effetti collaterali negativi del contesto di bassi tassi di interesse, e tenerne conto nella calibrazione della nostra politica monetaria, in modo da preservare la consistenza molto rilevante dell'accomodamento monetario» (LEGGI ANCHE "Perché il QE di Draghi non ha alcun effetto sull'economia reale"). Ma ora di sospendere il QE non se ne parla. «Il graduale ritorno dell'economia a una crescita bilanciata, che consideriamo nelle nostre previsioni in un contesto di stabilità dei prezzi, finirebbe in stallo e si invertirebbe, se venisse prematuramente ritirata l'espansione monetaria presente nelle condizioni creditizie», sottolinea Paret. E dello stesso avviso è anche il vicepresidente della Bce, Victor Constancio, che ha definito quelle sul tapering «voci senza fondamento».