20 settembre 2019
Aggiornato 07:00
Riforma delle pensioni

Pensioni, tutte le novità della riforma Renzi: dall'Ape all'aumento della quattordicesima

La riforma delle pensioni sarà inserita a stretto giro nella Legge di Bilancio che il governo Renzi presenterà il 20 ottobre. Ecco tutte le novità dall'anticipo pensionistico al nodo della quattordicesima, passando per la tax area e il cumulo dei contributi

ROMA – La Riforma delle pensioni sta per essere inserita nella Legge di Bilancio, che verrà presentata dal governo Renzi il 20 ottobre. Il primo accordo in materia previdenziale tra l'Esecutivo e i sindacati è stato concluso mercoledì 27 settembre e prevede 6 miliardi di euro di risorse da ripartire per il piano pensioni nei prossimi tre anni. Ecco le novità più importanti della riforma (LEGGI ANCHE "Riforma delle pensioni, riassunto veloce di cosa vuole fare il Governo").

Il piano Renzi per le pensioni
Il 20 ottobre il Governo presenterà la Legge di Bilancio che conterrà anche la Riforma delle pensioni. Il primo accordo in materia previdenziale tra l'Esecutivo e i sindacati è stato raggiunto mercoledì 27 settembre e prevede circa 6 miliardi di euro da spendere nei prossimi tre anni per realizzare le manovre previste dal piano pensioni. Alcuni nodi devono ancora essere sciolti, ma le novità più importanti della riforma sono state già decise: dall'Ape all'aumento delle quattordicesime e all'allargamento della platea, dal cumulo gratuito alla corsia preferenziale per i lavoratori precoci e i lavori usuranti.

  • Anticipo pensionistico
    Come avevamo già avuto modo anticipare, la novità più importante riguarda l'anticipo pensionistico (l'Ape), che dovrebbe diventare «flessibile» e «social». Significa che le soluzioni per lasciare anticipatamente il proprio posto di lavoro saranno adottate su misura e ciascuno potrà scegliere liberamente quanto chiedere di anticipo: un terzo, la metà o il 100% del proprio assegno previdenziale. Ricordiamo, però, che l'Ape è rivolto esclusivamente ai lavoratori dipendenti nati tra il 1951 e il 1953, ma dovrebbe essere esteso anche ai lavoratori autonomi e statali. Inoltre dovrebbe essere riconosciuto gratuitamente ai disoccupati, a chi esegue lavori pesanti o rischiosi, a chi è in condizioni di salute difficili e alle pensioni fino a 1.500 euro.

  • Il nodo quattordicesima
    Il nodo quattordicesima dovrebbe riguardare una platea di 3,3 milioni di persone: 2,1 milioni sono coloro ai quali sarà riconosciuto un amento del 30% e 1,2 milioni sono i pensionati con assegni fino a mille euro che inizieranno a percepirla nella misura prevista fino a questo momento. Come avevamo già avuto modo di ricordare, finora la quattordicesima spettava solo a chi non supera i 10mila euro lordi all'anno.

  • Lavoratori precoci e lavori usuranti
    Importanti novità in arrivo anche sul fronte dei lavoratori precoci, cioè quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età. E' prevista l'eliminazione della penalizzazione della Fornero per chi va in pensione prima dei 62 anni. Inoltre è allo studio l'ipotesi dei «minibonus» cioé una «contribuzione figurativa a carico dello Stato per ogni anno di lavoro pieno» effettuato al di sotto della maggiore età. E il governo sta valutando anche un intervento per «consentire l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi per disoccupati senza ammortizzatori sociali, persone in condizioni di salute che determinano una disabilità e lavoratori occupati in alcune attività particolarmente gravose». Per i lavori usuranti è previsto l'anticipo di pensionamento di 12 o 18 mesi anche rispetto all'attuale normativa agevolata e l'eliminazione dell'adeguamento dei requisiti a partire dal 2017.

  • Tax area e ricongiunzione dei contributi
    Partendo dai pensionati con più di 74 anni, si prevede l'aumento della detrazione d'imposta (riconosciuta fino a 55.000 euro) per tutti i pensionati al fine di uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro). Inoltre il governo sta valutando la possibilità di assicurare il ricongiungimento dei contributi versati nella gestione privata e in quella pubblica senza ulteriori oneri per i lavoratori, cioè gratuitamente, mentre ora possono essere richieste decine di migliaia di euro. Si tratta del cosiddetto «cumulo» dei contributi.

  • Le pensioni minime
    Il Governo Renzi vorrebbe alzarle e dare respiro alle fasce economicamente più deboli della popolazione. La conferma è arrivata dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenuto durante il Forum Ambrosetti a Cernobbio: «Faremo il massimo. Bisogna tenere conto della contabilità pubblica e delle compatibilità», ha detto il ministro. Il problema è che il governo deve fare i conti con la solita storiella della coperta troppo corta. Matteo Renzi è intervenuto a Radio Popolare per sottolineare le difficoltà dell'Esecutivo nel reperire le risorse economiche necessarie alla riforma e ha lanciato un appello: «Ci sono persone che hanno tre vitalizi. Io vorrei chiedere a questi di rinunciare, nel momento in cui sto facendo fatica a trovare i fondi per le pensioni minime». Renzi ha adottato la stessa linea del presidente dell'Inps, Tito Boeri, che da tempo chiede una riforma dei vitalizi.