19 maggio 2019
Aggiornato 14:30
Chi sarà il suo successore

Mps, perché Fabrizio Viola si è dimesso (e cosa c'entra Renzi)

L'addio di Fabrizio Viola a Mps è stato come un fulmine a ciel sereno. E il Governo potrebbe aver giocato un ruolo determinante nella sua uscita di scena. Ora toccherà al successore dell'ex ad portare a compimento il piano di salvataggio.

SIENA – Un fulmine a ciel sereno. L'amministratore delegato del Monte dei Paschi, Fabrizio Viola, ha rassegnato improvvisamente le sue dimissioni. A venti giorni dal Cda che dovrà varare il nuovo piano industriale della banca e a conclusione di una riunione del board dell'istituto che sembrava di routine, Viola ha lasciato il suo incarico. Ecco cosa è successo e perché, secondo alcuni, è stato silurato.

L'addio di Fabrizio Viola a Mps
Fabrizio Viola saluta Mps. L'annuncio è arrivato, a sorpresa, per mezzo di una nota dell'istituto senese e nel corso di una riunione del board che doveva essere normale routine. A soli venti giorni dal Cda che dovrà varare il nuovo piano industriale della banca - dal quale dipende la sopravvivenza stessa di Mps -, il Monte Paschi ha comunicato che l'amministratore delegato lascerà il suo l'incarico e che è stato già avviato «il processo per la sua successione».

La nota della banca e il ruolo del Governo
«Il Consiglio di Amministrazione stesso, all'unanimità, ha ringraziato Fabrizio Viola per l'alta qualità del lavoro svolto nell'interesse di Banca Monte dei Paschi di Siena, esprimendo un forte apprezzamento per la grande competenza, la totale dedizione e trasparenza con cui ha guidato efficientemente la Banca per più di quattro anni», recita la nota. E il ministero dell'Economia e delle Finanze fa sapere che la situazione «è sotto controllo». L'intervento del Mef, a dire il vero, non sembra casuale.

Una «strana» uscita di scena
Come riporta La Stampa, infatti, nell'uscita di scena di Viola sembra sia stata determinante proprio la posizione del governo e, in particolare, una telefonata da Roma. La rivoluzione ai vertici della banca senese avrebbe ricevuto il beneplacito dell'Esecutivo e le dimissioni dell'amministratore delegato potrebbero non essere state poi così spontanee. Secondo quanto riporta Michele Arnese su Formiche.net, infatti, banchieri d'affari e advisor di Mps avrebbero accompagnato alla porta Fabrizio Viola con la benedizione del governo.

Le divergenze tra Viola e gli advisor
Le ragioni potrebbero essere diverse. Innanzitutto le divergenze tra l'ex (ormai) amministratore delegato e gli advisor del piano di salvataggio di Mps. Il primo voleva rispettare le tempistiche del piano e procedere alla vendita delle sofferenze e all'aumento di capitale prima del voto sul referendum costituzionale, che si svolgerà a novembre. Le banche d'affari internazionali, invece, chiedevano un rinvio per evitare che un possibile esito negativo della consultazione popolare potesse influire negativamente l'iter dell'istituto. Ma c'è anche dell'altro.

Il piano di salvataggio
Lo scarso interesse mostrato dal mercato nei confronti delle azioni di Mps può aver indotto i banchieri d'affari a credere che l'amministratore delegato non godesse della fiducia degli operatori e che per questo fosse necessario sacrificarlo. Sta di fatto che, a prescindere dall'uscita di scena di Viola, le sorti della banca senese restano precarie. Come avevamo già avuto modo di argomentare, il piano di salvataggio di Mps consiste in una gigantesca operazione che prevede, da un lato, la cessione di 10 miliardi di sofferenze nette e, dall'altro, un aumento di capitale da 5 miliardi di euro.

Una poltrona «a termine» per il successore
Ora toccherà al nuovo amministratore delegato della banca, la cui nomina è attesa tra pochi giorni, portare a compimento il piano di salvataggio. E la caccia per trovare il successore di Viola è stata affidata alla Egon Zhender. In pole position ci sarebbe Marco Morelli, un cavallo di ritorno, attuale responsabile di Merril Lynch in Italia, con un passato nel Monte dei Paschi di Siena. Ma in lista ci sono altri due top banker italiani, come riporta Il Sole 24 Ore. Solo ieri erano circolati i nomi di Giampiero Maioli, Ad di Cariparma e di Giorgio Pernici, Dg di Mps Capital Services. Potrebbe in ogni caso trattarsi di una poltrona «a termine» finalizzata esclusivamente a mettere in sicurezza il fragile, fragilissimo istituto senese.