27 febbraio 2021
Aggiornato 19:00
Cosa non va

Fisco, Padoan sui risultati del rapporto Ocse-Fmi: «Bisogna ridurre le tasse e semplificare»

I rapporti dell’Ocse e del Fmi sul sistema fiscale italiano rilevano che l’evasione dell’Iva raggiunge il 30%, le agenzie sono troppe e poco indipendenti, e che le tasse sono più alte della media dell'Eurozona.

ROMA – Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha commentato le conclusioni dei due rapporti commissionati all’Ocse e al Fmi, presentati oggi a Roma, sul complesso del fisco nel Belpaese. Le due analisi arrivano a risultati simili, e sottolineano la necessità di ridurre le tasse, i debiti fiscali la cui accumulazione è «allarmante» e l’evasione fiscale.

I rapporti dell’Ocse e del Fmi sul sistema fiscale
Si è svolta oggi la presentazione dei rapporti dell’Ocse e del Fmi sul sistema fiscale italiano. I due documenti hanno molti elementi in comune e sottolineano innanzitutto come il tax gap relativo all'Iva superi il 30%, contro la media del 15,2% dell'Ue a 26, e come lo stock nominale di tasse da riscuotere in Italia sia troppo alto. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha commentato i risultati ribadendo ancora una volta che ridurre le tasse e rendere il fisco più semplice e facile per i contribuenti è un obiettivo dell’Esecutivo.   

L’evasione dell’Iva raggiunge il 30%
«Le misure del governo vanno nella direzione giusta", ha sottolineato l’economista di Palazzo Chigi e il riferimento è anche all’annuncio del progetto di chiusura di Equitalia. Padoan ha quindi spiegato che i rapporti evidenziano tra i principali elementi di criticità del fisco italiano proprio l'alta evasione dell'Iva che raggiunge il 30%. Le due organizzazioni internazionali rilevano che una delle cause del problema risiede nella dichiarazione annuale: l'Italia dovrebbe introdurre la dichiarazione a fini Iva a cadenza mensile o trimestrale, riducendo le informazioni richieste, e ridisegnare la compilazione della dichiarazione e del sistema di pagamento dell'Iva con l'obiettivo di facilitare il processo di riscossione.

Troppe agenzie e poco indipendenti
Nei rapporti non mancano moniti e raccomandazioni. Secondo il Fmi «l’accumulazione di debiti fiscali è allarmante e i problemi strutturali devono essere affrontati urgentemente». Mentre per l’Ocse «L’Italia è un paese con alte tasse e un livello di «compliance» bassa» ed è necessario superare la frammentazione del sistema fiscale. Secondo le due istituzioni, infatti, il sistema fiscale italiano è caratterizzato da una eccessiva frammentazione delle agenzie, ma al tempo stesso occorre aumentarne l’autonomia. Juan Toro del Fmi ha sottolineato la divisione del sistema con competenze ripartite su diversi soggetti. «Occorre un cambiamento comportamentale - ha detto - serve un migliore coordinamento e governance e tornare alla filosofia originaria della riforma del fisco di 15 anni fa».

La pressione fiscale è più alta della media dell'Eurozona
Ed ha aggiunto: «L'autonomia delle agenzie negli anni si è deteriorata e la relazione con il governo è diventata di tipo operativo». Fmi e Ocse raccomandano al ministero dell'Economia di definire la strategia lasciando più autonomia alle agenzie, a cominciare dalla risorse umane. Padoan ha commentato il dato sostenendo che «il sistema italiano ha delle peculiarità per i soggetti coinvolti che sono una ricchezza", ma ammettendo altresì che «c'è un problema di coordinamento da migliorare». Vale la pena ricordare, a proposito delle indicazioni contenute nei rapporti dell'Ocse e del Fmi, che nel Belpaese la pressione fiscale è più alta di 1,6 punti percentuali rispetto alla media dell'Eurozona. Ma la differenza sarebbe del 2,4% se il differenziale non considerasse come minori entrate gli effetti del credito di imposta.