7 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Accordo tra Pd e M5s sul carcere per i grandi evasori

Ridotto l'aumento delle pene per i reati non fraudolenti e rivista la disciplina delle confische per i casi meno gravi. Gli emendamenti sono depositati e verranno votati in serata in commissione

Il Premier Giuseppe Conte con Dario Franceschini, capo delegazione PD nel Governo
Il Premier Giuseppe Conte con Dario Franceschini, capo delegazione PD nel Governo ANSA

ROMA - Accordo tra Pd e M5s sul carcere per i grandi evasori. Secondo quanto si apprende, i due alleati di governo avrebbero trovato un'intesa, che si traduce in emendamenti presentati in commissione Finanze alla Camera, sulla norma che inasprisce le sanzioni per gli evasori fiscali. Fonti Pd precisano che l'accordo, siglato anche in base ad un parere della commissione Giustizia, prevede una attenuazione delle pene massime e dell'applicazione della confisca allargata nelle ipotesi «meno gravi».

Con l’emendamento, spiegano i relatori, «anche al fine di non colpire con rigore eccessivo l’occasionale colpevole di delitti non caratterizzati da condotte fraudolente, si è attenuato l’aumento delle pene per i delitti di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione». Inoltre, sono state lasciate immutate
le soglie di punibilità per i delitti di omesso versamento ed è stata limitata l’applicabilità della confisca per sproporzione ai soli delitti tributari aventi caratteristiche -in termini di connotazione fraudolenta della condotta e gravità del fatto (per imposta evasa o entità di importi sottratti all’imposizione fiscale) - da rivestire un maggior spessore indiziante di accumulazione illecita di ricchezze.

In particolare, per quanto riguarda la confisca di sproporzione, l’intervento mira a selezionare le fattispecie delittuose più gravi in rapporto a due criteri alternativi, a seconda della struttura del reato: - per i reati che necessariamente richiedono, ai fini della punibilità, il superamento di una soglia di evasione d’imposta, la confisca per sproporzione viene limitata ai casi in cui sia stata accertata una evasione di imposta superiore a euro centomila; - per i reati che, invece, non richiedono, ai fini della punibilità (e, quindi, non implicano in giudizio) l’accertamento di una soglia minima di evasione, la confisca per sproporzione viene limitata ai casi emissione di fatture per operazioni inesistenti o di indicazione di elementi attivi inferiori a quelli effettivi o di elementi passivi fittizi per importi superiori a euro duecentomila. Ciò al fine di limitare la misura a condotte che, in ogni caso, «siano idonee a produrre un’evasione fiscale di entità rilevante, variabile a seconda dell’aliquota applicabile e comunque prossima, nella maggior parte delle fattispecie, a quella di centomila euro». Sempre in tema di confisca di sproporzione, trattandosi di misura penale, la misura è limitata alle persone fisiche condannate.

La «sproporzione» riguarda i beni o le altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica. In applicazione della disciplina generale dettata per l’istituto dal codice penale, il condannato potrà giustificare la provenienza dei beni sul presupposto che il denaro utilizzato per acquistarli è provento o reimpiego dell’evasione fiscale a condizione che l’obbligazione tributaria venga estinta mediante adempimento nelle forme di legge.