17 settembre 2021
Aggiornato 08:30
Il disgelo

Forum San Pietroburgo, il giorno di Renzi tra sanzioni e accordi da miliardi di euro

Oggi al Forum Baltico è il giorno di Matteo Renzi, ma il protagonista indiscusso è Vladimir Putin. Per la Russia è l'edizione della svolta e il ritorno dei top manager lo dimostra. Si prevedono accordi economici per diversi miliardi di euro

ROMA - A San Pietroburgo è il giorno di Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio, arrivato ieri sera nella capitale settentrionale russa sotto una pioggia battente, è davvero attesissimo al Forum Economico Internazionale, dove il dibattito sulle prospettive economiche del Paese e globali è oscurato dal grande nodo delle sanzioni.

Il giorno di Matteo Renzi
Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, nella sessione inaugurale ha messo in chiaro che le misure varate oltre due anni fa per la crisi ucraina non saranno revocate sino alla «completa applicazione degli accordi di Minsk». Vladimir Putin non si aspettava una posizione molto diversa dal capo dell'esecutivo europeo e oggi, seduto a fianco di Renzi in seduta plenaria, ribadirà che anche l'Ucraina ha i suoi obblighi negli accordi di pace. E non li rispetta.

Per la Russia è l'edizione della svolta
Nelle settimane prima della visita del premier italiano, la stampa locale aveva ipotizzato una pubblica presa di posizione di Renzi sulle sanzioni. L'attesa è reale, anche tra le centinaia di imprenditori che affollano la grande e moderna struttura realizzata ah hoc per il Forum fuori Pietroburgo, una sorta di mini Expo russa, dove l'Italia ha un suo padiglione da 1.500 m3, organizzato dall'associazione Conoscere Eurasia. Sanzioni o non sanzioni, negli intenti russi la ventesima edizione dell'evento è chiaramente l'edizione della svolta.

Il ritorno dei top manager
Dopo due anni di profilo bassissimo, sono tornati i top manager stranieri, compreso il ceo della major petrolifera Usa Tillerson, presenza che ha tanto irritato il Dipartimento di Stato quanto fatto piacere al Cremlino. Oggi l'intensa giornata di Renzi è cominciata con la visita a un cantiere di Astaldi, poi seguirà l'inaugurazione del padiglione italiano, l'intervento in plenaria, l'incontro bilaterale con Putin e infine conferenza stampa prima di rientrare in Italia. La presenza imprenditoriale italiana è da grandi occasioni: da Eni, Finmeccanica, Intesa Sanpaolo, a Pirelli, Marie Technimont, Prysmian e ancora una lunga lista. È attesa la firma di altri accordi, dopo i primi 9 siglati ieri.

Si prevedono accordi economici per diversi miliardi
In tutto si prevedono intese per alcuni miliardi di euro. L'Italia, infatti, ha incassato la firma di ben nove accordi solo al primo giorno del Forum Economico. Oggi al Forum sul Baltico si respira un'aria diversa rispetto al precedente biennio, quando era difficile trovare i vertici di grosse società o gruppi internazionali: in tutto sono presenti 500 società estere da 60 Paesi, a fianco di 600 aziende russe. Circa il doppio del 2015, fa notare il quotidiano Vedomosti. Un segnale, concordano analisti e imprenditori, che mostra chiaramente il crescere dell'insofferenza e del dissenso del mondo imprenditoriale nei confronti delle sanzioni. E anche che la Russia, dopo anni di profonda crisi, nel 2017 tornerà a crescere, con mercato da 144 milioni di persone da 'riconquistare'.