26 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
benzina sul fuoco della crisi europea

Bce, Schaeuble a gamba tesa su Draghi rischia un incidente diplomatico

Il presidente della Bce è stato incolpato dal ministro delle finanze tedesco della vittoria dei populisti di Alde

ROMA - Banca centrale europea e Germania ad alto rischio incidente diplomatico, dopo alcune dichiarazioni del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, che sono apparse come una entrata a gamba tesa contro il presidente Mario Draghi. Di fatto quest'ultimo si è visto incolpare della recente vittoria elettorale di Alternativa per la Germania, movimento euroscettico di destra, salvo poi le precisazioni e le correzioni di tiro da parte del ministero tedesco. Ma non una smentita vera e propria.

La frase incriminata
La sparata risale a venerdì scorso, quando intervenendo ad una premiazione a Kronberg, comune nei pressi di Francoforte, il ministro tedesco, nel parlare di rischi e problemi della politica monetaria accomodante, si è lasciato andare a considerazioni come minimo irrituali. «Ho detto a Mario Draghi: 'puoi essere fiero di te. Puoi attribuire a questa politica (monetaria-ndr) metà del risultato di un partito che sembra nuovo e di successo'». La frase di Schaeuble è stata riportata dall'agenzia Dow Jones.

L'intervento del ministero delle finanze
Dichiarazioni stridenti sia con la normale diplomazia istituzionale, sia con il principio di rispettare l'autonomia della Banca centrale, che Berlino ha predicato senza riserve per tanti anni. Tant'è che dopo il fine settimana - in cui la questione ha sobbollito sotto traccia, complice anche l'ambiguità sul fatto che queste affermazioni fossero state fatte o meno in maniera riservata da Schaeuble - il ministero ha ritenuto di intervenire con alcune precisazioni.

Precisazioni, ma senza smentite
«La citazione in questione si riferisce alla descrizione di un dibattito in Germania», ha affermato il portavoce di Schaeuble Martin Jaeger, ma non significa in alcun modo che il governo tedesco voglia influenzare la Bce. «Per noi l'autonomia della Banca centrale è di importanza primaria». Che poi in Germania ci sia un dibattito sulla linea della Bce «è un fatto», ha aggiunto il portavoce. Insomma, si tratta di precisazioni, ma non di una smentita vera e propria. Interpellati sulla questione, dalla Bce non hanno voluto commentare.

A breve un incontro tra Draghi e Schaeuble
Draghi e lo stesso Schaeuble si ritroveranno a brevissimo a Washington, alle assemblee primaverili di Fondo monetario e Banca Mondiale. Al momento non sono calendarizzati eventi stampa del capo della Bce, tenuto anche presente che nei 7 giorni che precedono un consiglio direttivo operativo (quelli in cui si possono prendere anche decisioni sui tassi di interesse) i componenti del direttorio si attengono ad una regola (purdah) che vuole evitare dichiarazioni riguardanti la politica monetaria.

Il ministro tedesco: Vorrei tassi più alti
Tornando a Schaeuble, sempre venerdì scorso ha anche affermato di «non essere contento dei tassi bassi. Preferirei tassi più alti». E ha anticipato che questa settimana avrebbe visto Draghi per discutere come contrastare le crescenti critiche verso la Bce in Germania. Ma le sue parole non sembrano adattarsi al meglio a quei toni che bisognerebbe mantenere nel cercare di portare avanti un dialogo costruttivo.

Benzina sul fuoco sul Der Spiegel
Questo inasprimento della retorica da parte tedesca potrebbe esser stato innescato dalle ipotesi di potenziare ulteriormente gli stimoli Bce tramite l'erogazione a pioggia di finanziamenti, scenario rappresentato dall'immagine della «helicopter money». Tuttavia su questo versante in un recente intervento il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio è stato netto: «non esiste nulla del genere allo studio», ha detto di fronte al Parlamento europeo. Intanto a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il settimanale Der Spiegel, riferendo nel fine settimana che il ministero delle Finanze tedesco prenderebbe in considerazione ricorsi legali contro la Bce se questa ipotizzasse di fare helicopter money. Ma già nel fine settimana un portavoce del ministero aveva smentito queste ipotesi.