16 luglio 2019
Aggiornato 08:00
Ogni nuovo nato ha sulle spalle 35mila euro di debito

Bankitalia, sale ancora il debito pubblico: ecco come stanno davvero le cose

Secondo il bollettino statistico della Banca d'Italia, il debito pubblico italiano ha raggiunto quota 2.191,5 miliardi di euro. Ma dobbiamo davvero allarmarci o si tratta solo di terrorismo mediatico?

Sale ancora il debito pubblico italiano.
Sale ancora il debito pubblico italiano. Shutterstock

ROMA – Il debito pubblico è aumentato ancora. Secondo il supplemento di finanza pubblica al bollettino statistico della banca d'Italia, sarebbe salito di circa 21 miliardi di euro solo nel mese di gennaio: raggiungendo quota 2.191,5 miliardi di euro. Una cifra da capogiro in grado di farci accapponare la pelle. Ma dobbiamo davvero preoccuparci o quelle che ci vengono somministrate a forza sul debito pubblico sono solo delle favolette? Ecco come stanno davvero le cose.

A quanto ammonta oggi il debito pubblico italiano
Il debito pubblico italiano continua a crescere. Secondo il bollettino statistico della Banca d'Italia, nel primo mese del 2016 è aumentato di circa 21,6 miliardi di euro, portando l'ammontare complessivo a quota 2.191,5 miliardi di euro. Una cifra capace di farci venire le palpitazioni, se pensiamo che ogni nuovo nato in Italia avrà sulle spalle un debito di circa 35mila euro con lo Stato. Ma le cose stanno davvero così o sul concetto di debito pubblico si sta facendo del terrorismo mediatico?

Ogni nuovo nato ha già sulle spalle un debito di 35mila euro?
Per rispondere è necessario chiarire innanzitutto alcuni concetti-chiave. Questi famosi 35mila euro di debito che peserebbero già sulle spalle dei cittadini italiani non ancora nati si ottengono con un calcolo molto semplice: basta dividere l'intero ammontare del debito pubblico per la popolazione italiana, e si ottiene così la cifra che compare da tempo sulla maggior parte dei giornali. Ma, se vi sembra così terribile, dovreste dare un'occhiata anche al risultato dello stesso calcolo matematico applicato ad altri paesi europei.

Non esiste nessun peccato originale
Prendiamo ad esempio la Germania (l'economia più forte d'Europa, non un qualsivoglia stato meridionale dell'Ue in evidenti difficoltà di bilancio): se facciamo lo stesso calcolo otteniamo un risultato molto simile, cioè esattamente 32mila euro di debito individuali per ogni cittadino tedesco. Perché allora gli italiani dovrebbero preoccuparsi tanto del loro debito pubblico, se perfino i conti dei tedeschi non sono così lontani dai nostri? Ma non finisce qui. C'è un altro aspetto fondamentale da chiarire. Come sottolinea Vito Lops nell'articolo che ha pubblicato alcuni giorni fa su Il Sole24ore, non esiste nessun peccato originale: perché tutti gli Stati nascono già indebitati e questo debito pubblico non deve essere estinto, ma essere semplicemente sostenibile nel tempo.

Il problema non è il debito, ma i tassi d'interesse
Significa, in parole povere, che nessuno Stato deve restituire a un creditore immaginario l'intero ammontare del suo debito pubblico, ma cercare piuttosto di pagare meno interessi possibili sullo stesso perché sono quelli il vero problema. Ogni anno, infatti, l'Italia deve pagare 80-90 miliardi di euro per gli interessi sul debito: sono risorse economiche che potrebbero essere destinate ad altri investimenti capaci di sostenere l'economia reale. Per pagarli, lo Stato si trova inoltre costretto ad aumentare le tasse. E' questo il circolo vizioso pericoloso per la nostra economia, non l'ammontare complessivo del debito pubblico in sé per sé. Dal 1980 ad oggi, lo Stato italiano ha pagato oltre 3mila miliardi di euro di interessi sul debito: quasi il doppio del debito stesso! E' semplicemente per questo che va ridotto, trattandosi di una zavorra enorme per l'economia nazionale. A nessuno dei nostri figli verrà chiesto di restituire allo Stato 35mila euro a testa.