28 settembre 2020
Aggiornato 18:00
il m5s contro il ceo di bpvi

Banca Popolare di Vicenza, domani è attesa la trasformazione in Spa

Sarà un'assemblea blindata e presidiata da misure di sicurezza massicce quella di domani, ma non mancheranno le proteste

VICENZA - Grande attesa per l'assemblea straordinaria e ordinaria dei soci di Banca Popolare di Vicenza che si svolge domani alla Perlini Equipment di Gambellara (Vicenza) con inizio alle 9. Ci si aspetta l'arrivo di quasi 10 mila soci incluse le deleghe per le decisioni che l'istituto berico dovrà assumere. Dalla costituzione in spa, all'aumento di capitale da 1,5 miliardi alla quotazione in Borsa. I tre punti sono cruciali per il futuro della banca, come ha ricordato il vice ministro all'Economia, Enrico Morando, pena il commissariamento.

Il Ceo: La trasformazione in Spa è un percorso obbligato
Per il Ceo Francesco Iorio «è un momento storico per il territorio e la banca», ha spiegato in un'intervista a Il Sole 24 Ore. «Ci rendiamo perfettamente conto della delusione e della rabbia dei soci per quello che è accaduto e che abbiamo rilevato in questi mesi insieme a Bce, ma percepisco un senso di responsabilità elevatissimo e pertanto sono fiducioso che il percorso avviato possa essere completato». I dettami della Banca Centrale Europea sono stringenti, e comunque per Iorio «con la Bce il percorso è stato continuamente condiviso. E Francoforte è stata molto chiara nel sottolineare che la banca è a un 'bivio': per salvaguardare l'autonomia ed evitare interventi della vigilanza c'è una sola strada, quella della trasformazione in Spa e dell'aumento di capitale con Ipo». Un piano B? «Impossibile» per Iorio.

Il crollo del titolo in borsa da 62,5 a 6,3 euro
Sarà un'assemblea blindata e presidiata da misure di sicurezza massicce quella di domani, per far sì che l'assise proceda nel migliore dei modi. Si attendono anche le proteste delle associazioni dei piccoli azionisti. Sullo sfondo c'è l'inchiesta avviata dalla Procura di Vicenza e lo scontento dei soci che hanno visto precipitare il titolo da 62,5 euro a 6,3 euro, il tutto nel giro di pochi anni. E anche qui l'a.d. della Popolare di Vicenza assicura: "Mi rendo perfettamente conto che la perdita di valore del titolo è un colpo durissimo da digerire. Ma è importante individuare un punto di ripartenza".

Decisiva l'assemblea di domani: una testa un voto
Su un'eventuale azione di responsabilità rispetto al Cda precedente, il manager evidenzia ancora: «Capisco che la prima reazione di fronte a quello che è accaduto sia pensare a una richiesta di azione di responsabilità. Però credo che oggi sia più importante continuare a collaborare con la magistratura per poi valutare tutto compiutamente'». Il presidente di Bpvi, Stefano Dolcetta, ha annunciato la discontinuità dell'istituto rispetto alla gestione passata, quella del "patron" Gianni Zonin, ma sarà l'amministratore delegato Francesco Iorio a illustrare quali saranno i prossimi decisivi passi di una realtà del credito che, da sempre, rappresenta il radicamento del Veneto che produce e risparmia sul territorio. Quella di domani sarà l'ultima assemblea capitaria, una testa un voto. Il cambio di passo delle Popolari non è indolore e l'assise di domani sarà anche il teatro dello sfogo dei soci, quelli piccoli e quelli piccolissimi.

La denuncia del M5S
Ma non tutti la pensano come il Ceo Francesco Iorio. «Il governo è arrivato a mobilitare l'esercito per sorvegliare, domani, lo svolgimento dell'assemblea degli azionisti della Popolare di Vicenza, con la quale, in assenza di voto segreto, i soci saranno praticamente obbligati a dire sì alla trasformazione in Spa. C'è forse un mandato di Bankitalia per blindare tutto?». A denunciare i fatti sono i deputati M5S in Commissione Finanze, in relazione alla risposta del governo all'interrogazione, a prima firma Pesco, che chiedeva gli orientamenti dell'esecutivo circa l'appuntamento di domani.

Meglio tante piccole banche o una grande mina vagante?
«Il Movimento 5 Stelle dice no, come no aveva detto al decreto 'banche popolari' con il quale è stato sancito che alcuni istituti debbano diventare per forza Spa in base a una soglia di attivi assolutamente arbitraria», prosegue Pesco. «La soluzione sarebbe piuttosto quella di spezzettare la grande banca in istituti più piccoli e di carattere territoriale, perché è una follia mettere sul mercato una Spa in questo momento, con indagini in corso per associazione a delinquere. Meglio aspettare adesso, per non creare danni domani: meglio piccole banche locali che una pericolosa mina vagante nelle acque tempestose del sistema bancario italiano", conclude il deputato Cinquestelle.